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pubblicato il 14/ott/2013 08:41

Carceri: Renzi, non e' serio parlare di amnistia. Scontro con il governo

Carceri: Renzi, non e' serio parlare di amnistia. Scontro con il governo

(ASCA) - Roma, 14 ott - ''Se Matteo Renzi e' il nuovo che avanza, fatemi il favore di ridarmi l'antico. Legga bene il messaggio di Napolitano, prima di rottamarlo'', dichiara Emma Bonino, ministro degli Esteri, al Comitato nazionale del Partito radicale commentando quanto detto dal sindaco di Firenze sabato scorso a Bari nel corso della sua prima iniziativa da candidato alla segreteria del Pd. Da Venezia, nella stessa giornata di sabato, dove partecipava a un forum di ''Repubblica'', era stato per primo il premier Enrico Letta a prendere le distanze da Renzi a proposito di amnistia e del messaggio del Capo dello Stato alle Camere sulla situazione carceraria: ''Non sono d'accordo. Nelle parole di Napolitano non c'era nessuna ambiguita'''. Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico, condivide quanto detto da Bonino: ''Sul tema dell'amnistia e dell'indulto Renzi ragiona in termini puramente propagandistici stile Grillo. Mi conviene dire di piu' una cosa o l'altra sotto il profilo del consenso che poi alla fine ottengo? Non entra nel merito della questione''. E aggiunge: ''Il merito e' che le carceri, cosi' come sono, oltre a produrre effetti drammatici sulla popolazione carceraria che e' costretta vivere in una situazione assolutamente inaccettabile, produce l'effetto terribile che rimette alla fine del ciclo della pena in circolo persone che non possono avere altre alternative che continuare a delinquere''. Conclude Zanonato: ''Vogliamo affrontare il problema in modo propagandistico o con serieta', come ha fatto il presidente della Repubblica? Non ho dubbi su questo: l'atteggiamento propagandistico di chi non vuole l'indulto perche' pensa che cosi' prende qualche consenso in piu' non mi convince''. E' critico verso Renzi anche il ministro pidiellino dei Trasporti Maurizio Lupi: ''Cerca consensi a destra come a sinistra. Quello delle carceri e' un dramma''. Renzi replica dalla trasmissione tv ''In mezz'ora'' su Raitre: ''I ministri dovrebbero governare, non commentare. Chi fa politica dovrebbe parlare chiaro e non entrare nei giochini degli addetti ai lavori. Se poi i ministri, invece di governare, si mettono a commentare le mie dichiarazioni sull'amnistia, mi spiace per loro se lo vogliono fare''. Il candidato alla segreteria del Pd ribatte: ''Non ho parlato contro Napolitano che legittimamente ha fatto un messaggio con sue riflessioni, mentre le forze politiche devono dire come la pensano. Ho detto che non mi sembrava serio un nuovo indulto-amnistia dopo sette anni dall'ultimo. Non serio, non educativo e non responsabile''. Il sindaco di Firenze argomenta la sua posizione: ''Non si puo' non far nulla per sei anni e poi dire: scusate ci siamo sbagliati nei calcoli e a questo punto l'unico sbocco e aprire le celle. Un terzo dei detenuti e' in attesa di giudizio e in gran parte sono detenuti per la Bossi-Fini o per la Fini- Giovanardi. Allora si intervenga in modo radicale sulla giustizia invece di non far nulla per sei anni''. Renzi precisa a proposito del Capo dello Stato: ''Napolitano e' stato ineccepibile sia con il governo Monti che con la nascita del governo Letta, non c'e' stato nessun eccesso di intervento. Ma bisogna anche avere il coraggio di dire che su alcune cose si puo' essere in disaccordo''. Il sindaco di Firenze argomenta: ''Non si puo' dire ''l'ha detto il Capo dello Stato, quindi si fa cosi' punto e basta'. I partiti se non discutono su questi temi, come quello dell'amnistia, cosa ci stanno a fare?''. A proposito del Pd, Renzi annota: ''Io amo l'Italia, la mia citta', i territori e credo che il Pd sia lo strumento di cui abbiamo bisogno per cambiare l'Italia. Rottamero' le correnti. Se uno si definisce renziano, lo curiamo insieme''. Gianni Cuperlo, altro candidato alla segreteria del Pd, si schiera con il Quirinale: ''Il Capo dello Stato ha ragione: l'amnistia e' un tema che riguarda la dignita' di migliaia di detenuti nelle nostre carceri''. Restano intanto agitate le acque in casa Pdl, dove i ''lealisti'' a Silvio Berlusconi capeggiati da Raffaele Fitto continuano a chiedere l' azzeramento dei vertici del partito e un congresso in tempi stretti mentre il segretario Angelino Alfano, che ieri ha incontrato il Cavaliere, si oppone a queste proposte. La situazione resta cosi' tesa che Berlusconi diffonde nella serata di ieri una nota: ''Sulle agenzie di stampa leggo troppe dichiarazioni di troppi esponenti del Pdl. Invito tutti a non proseguire in questa direzione del tutto improduttiva. Le diverse opinioni si debbono confrontare non sulle agenzie di stampa e sui giornali ma attraverso una serena dialettica all'interno dei luoghi delegati del nostro movimento''. Commenta Alfano: ''Sono pienamente d'accordo con il presidente Silvio Berlusconi. Stop alla alluvione di agenzie per addetti ai lavori. Cambiare luoghi e toni della dialettica del nostro movimento''. gar/cam

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