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pubblicato il 04/dic/2013 12:10

Carceri: Grasso, soluzione sovraffollamento non rinviabile

Carceri: Grasso, soluzione sovraffollamento non rinviabile

(ASCA) - Roma, 4 dic - ''Nella mia veste di presidente del Senato, non posso entrare nel merito delle scelte che il Parlamento sara' chiamato a compiere rispetto a questi temi. Mi limito pero' a richiamare l'attenzione sull'esigenza di considerare la riforma della giustizia come una componente essenziale''. Lo afferma il presidente del Senato, Pietro Grasso intervenendo al convegno ''La clemenza necessaria. Amnistia, indulto e riforma della giustizia'' che si svolge a Palazzo Giustiniani alla presenza del Presidente della Repubblica. Grasso sul tema dell'amnistia e dell'indulto sottolinea che ''non vi e' dubbio che il Parlamento italiano sia sovrano rispetto a queste decisioni che per il loro rilievo istituzionale e il loro impatto sulla tutela dei diritti umani devono sfuggire alle logiche maggioritarie che accompagnano l'ordinario procedimento legislativo'' e aggiunge: ''Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo dello scorso 8 gennaio, la situazione di sovraffollamento carcerario che da anni contraddistingue la rete penitenziaria italiana e' diventata una condizione giuridicamente, oltre che eticamente, non piu' rinviabile''. La seconda carica dello Stato rimarca come ''non possiamo pensare di affrontare strutturalmente il problema del sovraffollamento carcerario senza soluzioni che, a regime, consentano di adeguare il ricorso alla misura della detenzione con le capacita' di accoglienza dei nostri penitenziari. Il nostro ordinamento deve affinare la propria capacita' di differenziare il ricorso alla detenzione in rapporto alla natura del reato, alla personalita' del reo e al contesto sociale di riferimento, al fine non solo di promuovere una migliore gestione della popolazione carceraria, ma anche di individuare percorsi rieducativi mirati''. Per Grasso ''la riforma della giustizia non preclude, ma anzi presuppone, che si prosegua con sempre maggiore incisivita' nella ristrutturazione della rete carceraria, soprattutto per garantire condizioni di vita piu' adeguate agli standard internazionali. Non e' casuale che la Corte europea dei diritti dell'uomo abbia richiamato come parametro della propria decisione l'articolo 3 della Convenzione europea, rubricata come 'proibizione della tortura'''. Va quindi affontato il tema della custodia cautelare: ''Se quasi la meta' dei detenuti e' 'in attesa di giudizio' e' perche' i processi da noi arrivano a durare 10, 12 anni. Il tema dei tempi della giustizia e' basilare anche per dare certezza all'esecuzione della pena. In questo io ho spesso proposto di bloccare il decorso della prescrizione nel momento in cui inizia il processo, e altre piccole riforme in questo senso tra cui l'improcedibilita' per tenuita' del fatto'' ha ricordato Grasso. Ulteriore aspetto e' la necessita' di ''assumere un numero congruo di agenti di polizia penitenziaria, di risanare le tante carceri e i tanti padiglioni chiusi per problemi banali, di mettere in funzione ottime strutture al momento chiuse''. Grasso ''come presidente del Senato'' si impegna ''a non venir meno alla promessa fatta, all'atto della mia candidatura, di un impegno attivo per la riforma della giustizia. Lo intendo fare nel rispetto di quel ruolo arbitrale che e' proprio della carica che ricopro, il quale ciononostante non mi impedira' di utilizzare tutti i poteri a mia disposizione per richiamare l'attenzione dell'istituzione che rappresento sulla necessarieta' delle riforme che il nostro Paese e' chiamato ad adottare, ed anche sulle relative ricadute, umane e giuridiche''. ''Nella direzione indicata dal Capo dello Stato nel messaggio al Parlamento del 7 ottobre scorso va il disegno di legge ''Delega al governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili'', che e' stato comunicato alla Presidenza del Senato il 21 novembre e che al piu' presto sara' portato in Aula''. Lo ha detto il presdieten del Senato, Pietro Grasso intervenendo al convegno ''La clemenza necessaria. Amnistia, indulto e riforma della giustizia'' a Palazzo Giustianiani, alla presenza del Capo dello Stato. ''Questo ddl - ha spiegato Grasso - tocca diversi aspetti segnalati dal Presidente Napolitano e che mi stanno a cuore, in particolare l'introduzione delle pene detentive non carcerarie nel codice penale e l'intera riforma del sistema delle pene (quest'ultima introdotta dalla commissione Giustizia del Senato); le modalita' di espiazione della reclusione domiciliare e dell'arresto domiciliare; la depenalizzazione di fattispecie contravvenzionali disciplinate da leggi diverse dal codice penale, fra cui il reato di ''immigrazione clandestina''; la disciplina della sospensione del procedimento con messa alla prova dell'imputato; la sospensione del procedimento nei confronti degli irreperibili. Ritengo - ha concluso il presidente del Senato - che questo complesso di interventi normativi contribuira' alla necessaria deflazione delle carceri, ma soprattutto evitera' che il fenomeno continui a riprodursi''. Napolitano, Parlamento abbia senso di responsabilita' sull'indulto. ''Il Parlamento deve avere il senso di responsabilita' necessario per dire che vuol fare un provvedimento di indulto, oppure prendersi la responsabilita' di considerarlo non necessario, sapendo che a maggio scade la raccomandazione della Corte dei diritti di Strasburgo''. Lo ha detto il Presiente della Repubblica, Giorgio Napolitano lasciando Palazzo Giustiniani dove e' in corso il convegno ''La clemenza necessaria. Amnistia, indulto e riforma della giustizia''. ''Il mio messaggio non e' un prendere o lasciare - ha aggiunto il Capo dello Stato - ma un modo per richiamare l'attenzione su un problema drammatico e un dovere ineludibile''. njb/gbt

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