martedì 17 gennaio | 10:21
pubblicato il 06/ago/2013 14:56

Carceri: Berretta, dl passo significativo per ridurre sovraffollamento

(ASCA) - Roma, 6 ago - ''Siamo soddisfatti del lavoro compiuto grazie a un pieno accordo dei gruppi di maggioranza a cui va il ringraziamento del governo, unitamente a quello alla presidente del commissione Giustizia della Camera e relatrice del provvedimento Donatella Ferranti'', lo afferma il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Berretta, all'indomani dell'approvazione alla Camera del disegno di legge di conversione del DL sull'esecuzione della pena.

''Il testo approvato dalla Camera contiene alcune importanti modifiche che riportano il provvedimento allo spirito originario, che e' quello di incentivare l'utilizzo della detenzione domiciliare e di facilitare la risocializzazione dei condannati attraverso il lavoro'', spiega Berretta.

''Questo decreto legge rappresenta un primo decisivo passo per avere carceri meno affollate, auspichiamo ora una rapida conversione del testo anche al Senato'', ha aggiunto.

''Il provvedimento approvato - ha spiegato Berretta - rappresenta un punto di equilibrio tra le esigenze di tutela della collettivita' e l'obiettivo del reinserimento sociale delle persone che hanno commesso reati - sottolinea Berretta - in questa direzione abbiamo individuato l'attivita' lavorativa come strumento principale di rieducazione, consapevoli del fatto che la recidiva si attesta al 70/90 per cento per i detenuti che non svolgono attivita' lavorativa e scende all'1/2 per cento per quanti iniziano percorsi di inserimento lavorativo. Molto significativo e' anche l'ampliamento delle possibilita' di utilizzare, a titolo volontario e gratuito, i detenuti in lavori di pubblica utilita'''. ''Inoltre, dopo il passaggio a Montecitorio viene mantenuto il limite massimo della pena a 5 anni per il ricorso alla custodia cautelare in carcere con l'esclusione del delitto di finanziamento illecito dei partiti - ha aggiunto Berretta - e inoltre e' stata innalzata a 5 anni la pena prevista per il reato di stalking, in modo che lo stesso rientri tra quelli per i quali e' applicabile la custodia cautelare in carcere''. ''Con questa modifica - aggiunge il sottosegretario - e' stata fatta salva l'efficacia del decreto per limitare il sovraffollamento delle carceri ed allo stesso tempo si e' risposto esigenza di tutela delle vittime di un reato particolarmente odioso come la persecuzione''.

''Nel testo passato alla Camera, infine, figura anche il ripristino del testo originale del decreto nella parte in cui eliminava i divieti introdotti dalla legge cosiddetta ex Cirielli sull'applicabilita' di alcuni benefici per i recidivi, la cui concessione rimane comunque sottoposta al vaglio del magistrato di sorveglianza'', ha concluso il sottosegretario.

Com-brm/lus

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