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pubblicato il 20/dic/2013 18:27

Carceri: Anm, da decreto governo risposte solo parziali

(ASCA) - Roma, 20 dic - ''Le misure proposte offrono solo parziale risposta all'attuale critica condizione delle carceri, sicche' resta ferma la necessita' degli ulteriori interventi strutturali gia' indicati dall'Anm, che dovrebbero toccare anche la quantita' delle strutture detentive e la qualita' del trattamento''. E' quanto si legge in una nota dell'Associazione nazionale magistrati.

''Quanto alla liberazione anticipata speciale, che, con effetto retroattivo al gennaio 2010, aumenta a 75 giorni la misura della riduzione di pena per ogni semestre di espiazione, previa valutazione di meritevolezza da parte del magistrato di sorveglianza, si tratta di intervento che puo' trovare giustificazione solo in via transitoria - cosi' come previsto - alla luce della straordinaria gravita' della situazione carceraria'', aggiunge l'Anm.

''Quanto alle misure incidenti sulla fase dell'esecuzione penale, considerata la situazione di emergenza in cui versano le carceri, le proposte vanno incontro alle indicazioni che provengono dall'Europa e, almeno in parte, ai suggerimenti dell'Anm: cosi', ad esempio, l'ampliamento dei casi di espulsione dei detenuti non appartenenti alla UE e la trasformazione delle ipotesi di spaccio lieve in fattispecie autonoma di reato'', prosegue la nota.

''Parere positivo - aggiunge l'Anm - va espresso anche sulla trasformazione in misura permanente della detenzione domiciliare negli ultimi 18 mesi di espiazione, previsione gia' introdotta in via transitoria dalla legge 199/2010, e sull'ampliamento dei poteri del magistrato di sorveglianza (rafforzamento del reclamo in materia disciplinare, attribuzione allo stesso magistrato di sorveglianza del giudizio di ottemperanza, potere del magistrato di applicare in via provvisoria l'affidamento in prova, di cui si prevede, fra l'altro, l'estensione a quattro anni). Peraltro, a fronte delle accresciute competenze della magistratura di sorveglianza, dovra' porsi il problema dell'incremento delle relative risorse. Corretto e', inoltre, l'intervento diretto da un lato a semplificare la procedura dinanzi al magistrato di sorveglianza (procedimenti in camera di consiglio in materia, ad esempio, di remissione del debito, rateizzazione e conversione delle pene pecuniarie), dall'altro ad ampliare, viceversa, i suoi poteri di intervento in materia di tutela dei diritti delle persone detenute. Apprezzabile anche l'istituzione del Garante dei detenuti''.

com-ceg

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