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pubblicato il 02/dic/2015 21:06

Caos nel gruppo Camera di Forza Italia, Brunetta nel mirino

Vito chiede voto sui vertici. Poi mediazione. Ipotesi Occhiuto come successore

Caos nel gruppo Camera di Forza Italia, Brunetta nel mirino

Roma, 2 dic. (askanews) - Alla fine il redde rationem pare evitato. Dopo ore di psicodramma il gruppo di Forza Italia alla Camera riesce a trovare una formula che consente di evitare quella deflagrazione che sembrava a un passo. Le parole magiche sono: "rafforzamento e coordinamento delle attività e della gestione". Sono il frutto di una mediazione arrivata a conclusione di una giornata che era cominciata con un verso completamente diverso.

Perchè i malumori che serpeggiavano da tempo erano ormai tracimati e quello che fino a ieri si sussurrava solo nei capannelli dei malpancisti, questa mattina si era trasformato in una richiesta esplicita: rimettere in discussione i vertici, dunque la gestione di Renato Brunetta.

Ad avanzare formalmente la proposta è stato Elio Vito nel corso di una riunione dei gruppi convocata dal presidente dei deputati proprio nel tentativo di frenare l'onda di polemica montante e, soprattutto, una raccolta firme su cui erano confluiti 20 azzurri su 53. E non era bastata nemmeno la nota con cui ieri l'ex premier era intervenuto per rinnovare la sua stima nei confronti di Renato Brunetta. "Un combattente coraggioso e intelligente che mi è sempre stato vicino con generosità e coerenza", le parole del Cav. Che qualcuno in Transatlantico ha maliziosamente ribattezzato "l'epitaffio". D'altra parte la malizia in queste ore si spreca: c'è anche chi fa notare che in quel comunicato di Berlusconi non si diceva mai esplicitamente che il ruolo di capogruppo veniva riconfermato.

La riunione, sospesa in una situazione di tensione per consentire i lavori d'aula, è poi ripresa nel pomeriggio in un clima molto diverso. Eppure, molti tra gli azzurri sono convinti che dietro questa manovra ci fosse proprio lo zampino dell'ex premier, ormai stanco di dover replicare alle tante lamentele dei deputati. A sostegno di questa teoria, si fanno notare le mosse di Elio Vito. Di solito molto prudente, questa volta si è messo alla testa della fronda e, nonostante il comunicato del leader, durante la riunione si è alzato in piedi per chiedere non soltanto la convocazione di un'assemblea per votare sui vertici del gruppo, ma anche sulla chiusura immediata del Mattinale. La nota politica è finita nel mirino perchè considerata house organ di Brunetta pur incidendo per l'8% sulle spese di tutti i deputati. "Berlusconi me l'ha affidata. Se c'è qualcuno che pensa che non si possa mantenere - replica il presidente degli onorevoli - sono pronto a restituirlo a Berlusconi. Ma il Mattinale è il prodotto che ha avuto maggior successo nella comunicazione".

Se questa era stata la replica di Brunetta sulla questione della nota politica, per quanto riguardava il voto sui vertici la sua risposta era ancora più tranchant: "Non è previsto dallo statuto. Ho controllato e nessuno dei miei predecessori vi è stato sottoposto".

Non sarebbe tuttavia l'ex presidente della commissione Difesa il vero candidato a succedere alla guida del gruppo. Alla fine Berlusconi potrebbe salomonicamente decidere che tra i due litiganti a godere sia una terza persona: Roberto Occhiuto. Anzi, c'è chi giura che questo fosse il disegno del Cavaliere dall'inizio e che Vito sia stato parte di questa strategia.

Se effettivamente alla Camera ci dovesse essere questo cambio al vertice, difficilmente al Senato non accadrebbe altrettanto. Anche lì, d'altra parte, i malumori non mancano verso Paolo Romani. Basti pensare alle discussioni e alle divergenze sull'atteggiamento da tenere in occasione del voto sulle riforme costituzionali. "E' inevitabile - confida un senatore - se cade uno cade anche l'altro. Simul stabunt, simul cadent".

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