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pubblicato il 18/ago/2016 18:07

Cantone apre a legalizzazione cannabis, riparte scontro politico

Della Vedova: "Parole importanti". Gasparri: 'Solo sciocchezze'

Cantone apre a legalizzazione cannabis, riparte scontro politico

Roma, 18 ago. (askanews) - Raffale Cantone rompe la tregua estiva sulla legalizzazione della cannabis. Il rinvio in commissione, della proposta presentata in Parlamento da Benedetto Della Vedova, aveva sopito lo scontro politico, ma l'apertura del presidente dell'Autorità anticorruzione riaccende la polemica.

A fine luglio la Camera aveva deciso appunto il rinvio in commissione della proposta Della Vedova che prevede, tra l'altro, l'introduzione del concetto di "detenzione lecita di una certa quantità di cannabis per uso ricreativo". Si parla di "5 grammi innalzabili a 15 grammi in privato domicilio", quantità per la quale non sarebbe necessaria "alcuna autorizzazione, né ad alcuna comunicazione a enti o autorità pubbliche", mentre resterebbe "comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi". Sarebbe "inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l'uso ricreativo".

"Fino a poco tempo fa ero assolutamente contrario - ha spiegato Cantone a Radio radicale - non mi convincevano gran parte degli argomenti, che servisse cioè per sconfiggere la criminalità organizzata. Adesso ho un po cambiato posizione. Credo soprattutto che una legalizzazione intelligente possa evitare il danno peggiore per i ragazzi, cioè entrare in contatto con ambienti della criminalità. Questo mi porta ad essere molto più laico". Cantone ha precisato: "Io credo che ci siamo cose su cui la proibizione resta indispensabile, il proibizionismo sulle droghe pesanti è giusto. Mentre sulle droghe leggere ci sono questi due argomenti, cioè evitare i contatti con la criminalità organizzata e consentire l'uso di droghe leggere controllate che siano il meno possibile trattate chimicamente e che quindi facciano meno male possibile".

Immediata la polemica: "Cantone - attacca Maurizio Gasparri di Fi - dimostra incompetenza e irresponsabilità. Per fortuna che Borsellino e i Gratteri dicono cose chiare in materia di lotta alla droga, mentre Cantone si iscrive al partito delle sciocchezze". E anche il ministro Enrico Costa avverte: "I magistrati, dall'alto della loro esperienza e della loro conoscenza delle dinamiche legate allo spaccio della droga, non alzino bandiera bianca, ma contribuiscano a individuare innovative ed efficaci tecniche di contrasto alla criminalità organizzata".

Daniela Santanché, poi, nel criticare Cantone azzarda una lettura retroscenistica: "Ma Cantone studia da Anti-Renzi e ne vuole prendere il posto? Strizza l'occhio a qualcuno in vista di maggioranze alternative?". Contraria anche Viviana Beccalossi di Fdi: "Per chi, come me, ha spesso collaborato con Comunità di recupero 'non è mai leggera, è droga'. Per questo continuo a pensare che sia giusto e necessario contrastare ogni tipo di diffusione di sostanze che bruciano il nostro cervello".

Con il presidente dell'Anac si schiera Arturo Scotto di Sinistra italiana: "Condivisibili le parole di Raffaele Cantone sulla cannabis legale. E' un formidabile strumento antimafia. Ne prenda atto chi la blocca da mesi". E, ovviamente, è positiva anche la reazione di Della Vedova: "Ho trovato importanti le parole di Raffaele Cantone sulla opportunità di una 'legalizzazione intelligente' della cannabis. La sua è un'altra voce autorevole a favore di una legalizzazione pragmatica della cannabis, che prenda atto del fallimento delle politiche proibizioniste e governi il passaggio dal mercato criminale di massa odierno ad una ferrea regolamentazione in grado di tagliare profitti alle mafie nazionali e internazionali".

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