lunedì 05 dicembre | 05:29
pubblicato il 22/dic/2011 05:10

Camorra/ Caso Cosentino ricompatta Pdl-Lega,rinviato voto Giunta

Parere su arresto slitta a 10 Gennaio.Insorgono Pd-Idv:Vergognoso

Camorra/ Caso Cosentino ricompatta Pdl-Lega,rinviato voto Giunta

Roma, 22 dic. (askanews) - La 'vecchia' maggioranza del Governo Berlusconi si ricompatta sul caso Cosentino e riesce a far passare in Giunta per le Autorizzazioni a Montecitorio il rinvio al 10 gennaio del voto sulla richiesta di arresto avanzata dai pm di Napoli nei confronti del coordinatore campano del Pdl. Protesta l'opposizione che definisce "vergognoso" quanto accaduto ieri, uno slittamento, secondo la democratica Marilena Samperi, "chiesto per dare alla Lega il tempo di ripensarci visto che era corsa voce che fosse favorevole alla custodia cautelare in carcere". La mossa che fa saltare l'accordo tra i gruppi di votare ieri è l'invio in Giunta da parte di Cosentino di alcune carte relative a tre interrogatori di coimputati e alle ripetute richieste del deputato di essere sentito dai pm. L'interrogatorio è avvenuto finalmente ieri ma il nuovo materiale - oltre alle 1160 pagine che accompagnano la domanda di autorizzazione all'arresto - è il pretesto per Vincenzo D'Anna, deputato di Popolo e Territorio, di chiedere un rinvio del voto ("I coimputati scagionano Cosentino...", spiega il Responsabile), rinvio che viene messo ai voti e passa per 11 a 10. I due leghisti Luca Paolini e Fulvio Follegot, che sulla vicenda non avevano ancora sciolto la riserva, votano con i 7 membri del Pdl, con Mario Pepe e con D'Anna. Contrari allo slittamento invece i 5 del Pd (compreso il presidente della Giunta, Pierluigi Castagnetti e il radicale Maurizio Turco che pure sul merito della richiesta di arresto ha avanzato dubbi), i due di Fli, i due Udc e l'Idv Federico Palomba. L'opposizione - che ritiene le nuove carte del tutto "irrilevanti" - insorge e punta il dito soprattutto contro la Lega che, attaccano Antonio Di Pietro e Palomba, "vuol salvare Cosentino e proteggere Gomorra". I nuovi documenti sono stati depositati "al solo scopo di prendere in giro la giunta", si tratta dell'"ennesimo grave atto di discredito gettato sul Parlamento". "Sarebbe interessante capire - si chiedono i dipietristi - se lo hanno fatto per ricucire l'alleanza col Pdl, se per interessi politici, se perché spaccati al proprio interno. Come al solito il partito di Bossi naviga nell'ambiguità". Paolini si difende definendo il rinvio una decisione di "buonsenso" e ribadisce le sue perplessità sulla richiesta di arresto dell'ex sottosegretario all'Economia: "Non è possibile che Cosentino dal 2001 a oggi sia stato ascoltato dai pm soltanto ieri". E comunque "io sono personalmente contrario alla carcerazione preventiva". Ma le perplessità di Paolini, che già per Alfonso Papa votò contro l'arresto in dissenso dal suo gruppo, si scontrano con le divergenze tra Carroccio e Pdl che hanno accompagnato la nascita del governo Monti. Il partito di Bossi si è già smarcato votando a favore dell'uso delle intercettazioni di Saverio Romano, approvato oggi dall'Aula della Camera, e anche per Cosentino sembrava orientato verso il sì ma, secondo Donatella Ferranti (Pd) "c'è una situazione di mercantaggio, una trattativa ancora in corso. Se il leghista Paolini ritiene che Cosentino sia un perseguitato dal 2001, allora perché non vota contro l'arresto?". Questa mattina era anche circolata la voce di possibili dimissioni di Paolini dalla Giunta proprio perché contrario alla linea non garantista del partito sull'arresto ma l'esponente del Carroccio ha smentito. Per il relatore Maurizio Paniz (Pdl) "non cambia nulla" perché "l'Aula comunque non si sarebbe espressa prima del 10 gennaio. Quindi non c'è stata nessuna violazione". Castagnetti assicura che la decisione della Giunta sarà trasmessa immediatamente all'Aula che, se la conferenza dei capigruppo di domani confermerà l'orientamento, potrà esaminare il caso Cosentino già l'11 gennaio.

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