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pubblicato il 01/lug/2014 09:13

Camera: Boldrini, leggi urgenti in 30 giorni e tetto agli stipendi

(ASCA) - Roma, 1 lug 2014 - Un tetto sulle retribuzioni, come quello gia' in vigore da maggio per tutti i dipendenti pubblici, verra' applicato anche ai 1.300 dipendenti della Camera e agli 800 del Senato, ma in maniera articolata rispetto ai 240 mila euro lordi decisi dal governo. Chi sta sopra - e oggi al vertice dell'amministrazione delle Camere si arrivano a prendere quasi 500 mila euro lordi - sara' soggetto a ''un sistema a scalare''.

Niente tagli secchi, ma una riforma graduale. Auspicabilmente con l'accordo dei 25 sindacati presenti tra Montecitorio e Palazzo Madama. Ma se questo non ci sara', la decisione verra' portata ugualmente all'Ufficio di presidenza ''prima della pausa estiva''.

Lo assicura la presidente della Camera, Laura Boldrini, in una intervista al Corriere della Sera.

E sempre prima delle ferie, dice la terza carica dello Stato, dovrebbe essere definita in Giunta la proposta del nuovo regolamento della Camera, che e' previsto arrivi all'esame dell'Aula a settembre: i disegni di legge che il governo qualifichera' come urgenti potranno essere approvati dalla Camera entro 30 giorni. Si cerchera' cosi' di limitare l'abuso dei decreti legge e dei voti di fiducia.

Quanto al bilancio della Camera, Boldrini spiega: ''Abbiamo restituito allo Stato 50 milioni l'anno, non accadeva dal 1960, tagliato consulenze, collaborazioni e indennita' varie. Altri risparmi saranno realizzati con la riforma del personale. In dieci anni siamo scesi di 600 dipendenti solo alla Camera, da 1933 nel 2003 a circa 1.300.

Il turnover e' bloccato. Si eviteranno invece possibili duplicazioni e sovrapposizioni''.

Boldrini rivela anche il suo stipendio: ''Dodicimila, di cui duemila vanno al collaboratore. Piu' o meno quanto un deputato.

La sobrieta' fa bene all'istituzione. In questo quadro e' necessario anche rivedere la scala salariale dei dipendenti.

Non ci sara' dunque solo un tetto, quello piu' alto. Ma bisognera' mettere piu' tetti per garantire un rapporto ragionevole tra gli stipendi delle diverse qualifiche professionali. Per chi sta oltre il tetto si sta studiando un sistema a scalare. I comitati per gli affari del personale di Camera e Senato, con a capo le vicepresidenti Sereni e Fedeli, che ringrazio per il loro impegno, svolgeranno gli incontri coi sindacati e poi porteranno la proposta nei rispettivi uffici di presidenza, possibilmente prima della pausa dei lavori ad agosto''.

''Noi - conclude Boldrini - miriamo al piu' ampio consenso. Io vedo qui alla Camera alcuni sindacati piu' dialoganti, altri piu' chiusi. Mi auguro che si facciano parte attiva, come lo e' il vertice dell'amministrazione. In ogni caso, insieme con il Senato, siamo perche' la discussione ci sia, ma poi venga presa una decisione. Non si puo' aspettare ancora''.

red-fdv

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