sabato 25 febbraio | 16:52
pubblicato il 05/mag/2014 20:40

Calcio: Renzi, fischi Inno amareggiano. Speziale? Suo posto e' in galera

Calcio: Renzi, fischi Inno amareggiano. Speziale? Suo posto e' in galera

(ASCA) - Roma, 5 mag 2014 - ''E' una vicenda che ci ha lasciati non con l'amaro in bocca, di piu': io dico che non e' possibile che un cittadino normale, bambini inclusi, per entrare allo stadio deve fare tutta una serie di controlli dove gli vengono anche tolti i tappi dalle bottigliette e poi entrano le bombe carta. Sembra che le regole esistano solo per le persone per bene e non per le persone non per bene. Io ero tra quelli che avrebbe fatto cominciare la partita, prima si giocava meglio era. In tribuna le informazioni sugli scontri arrivavano disparate e la cosa che mi ha amareggiato maggiormente e' stato l'inno fischiato. Naturalmente non e' piu' grave di quello che e' successo fuori dallo stadio, ma mi ha disgustato. In quel momento non sapevamo nemmeno che c'era una maglietta con scritto ''Speziale libero': io dico che in un paese civile Speziale sconta la sua pena fino all'ultimo giorno e che il posto dei delinquenti non sono gli stadi ma le patrie galere''. E' quanto dichiara il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in merito agli incidenti avvenuti a Roma sabato sera in occasione della finale di Coppa Italia di calcio, in un'intervista al programma ''Tiki Taka - Il calcio e' il nostro gioco'', il talk show sportivo condotto da Pierluigi Pardo in onda alle ore 23.05 su Italia 1.

Renzi prosegue parlando di come si dovrebbe intervenire per risolvere il problema: ''Finora sono stati presi provvedimenti sull'onda emotiva di vicende tragiche che ci hanno colpito in questi anni: e' mancata, secondo me, la lucidita' di fare una verifica seria su quello che funziona e quello che non funziona. Questa volta non possiamo permetterci di reagire in base all'onda emotiva di chi cerca di sfruttare questa vicenda a fini elettorali: facciamo finire la campagna elettorale e il campionato e poi riuniamo tutte le autorita' e interveniamo in modo serio. Il calcio non lo lasceremo a quelle persone, non lo lasceremo ai vari Genny 'a Carogna. Lo ridaremo alle famiglie e a chi vuole partecipare con gioia ad un evento sportivo. Negli altri paesi lo stadio non e' concepito come luogo di scontro, ma di aggregazione positiva anche assieme ai tifosi avversari.

Questa battaglia di civilta' la vinceremo - aggiunge Renzi -, ci vorra' un giorno, un mese o un anno: e' anche l'unico modo per tenere vivo il ricordo di chi ha perso la vita in questi anni, prime tra tutti le Forze dell'Ordine. Le parole di dignita' della signora Raciti sono estremamente importanti, toccano il cuore. Sono parole di una donna italiana che ha un'appartenenza nazionale straordinaria: il calcio e' delle persone per bene, non dei delinquenti, e questa deve essere la volta buona per cambiare. Ma per farlo non servono i proclami: serve un lavoro quotidiano che prometto faremo''.

com/vlm

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