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pubblicato il 22/mar/2016 16:57

Bruxelles, Renzi: terroristi sono all'interno, Ue faccia di più

"Serve struttura di sicurezza unitaria, andare fino in fondo"

Bruxelles, Renzi: terroristi sono all'interno, Ue faccia di più

Roma, 22 mar. (askanews) - Chiudere le frontiere non serve perché "i terroristi sono già 'dentro'". Ma proprio per questo "l'Europa può fare di più all'interno" dei suoi confini, soprattutto creando "una struttura di sicurezza unitaria", coordinando meglio il lavoro delle intelligence nazionali, aumentando lo scambio di informazioni tra Paesi. E' la risposta che Matteo Renzi propone ai partner europei dopo l'attacco "al cuore della Ue", alla sua "capitale" Bruxelles. Per il premier "ci vuole un patto europeo, per la libertà e la sicurezza. Vada fino fondo allora, stavolta, l'Unione Europea", visto che "è dal 1954 che si discute" del tema senza arrivare ad un risultato. E se gli altri Paesi europei vorranno, "siamo totalmente a disposizione per lavorare insieme alle istituzioni europee ad un progetto organico".

Nella dichiarazione rilasciata a Palazzo Chigi, Renzi insiste sulle posizioni assunte da tempo: "E' arrivato il momento di dire con chiarezza che se gli attentatori venivano da 'dentro', dai luoghi dove si sono verificati, la minaccia è globale ma i nemici sono locali. Si nascondono nel cuore, nelle periferie delle nostre città. C'è chi vive protetto in certe zone urbane da una rete di omertà: occorre dunque un progetto di sicurezza ma anche culturale. Bisogna controllare le frontiere, ma anche difendere all'interno le vite dei nostri connazionali europei". E dunque ribadisce: "Investiamo altrettante risorse di quelle che mettiamo nella sicurezza, nella cura delle nostre periferie, nei sobborghi urbani, nella creazione di scuole e spazi comuni, nel presidio del territorio con i militari e anche con i maestri elementari".

E tuttavia, stavolta Renzi sottolinea con maggiore forza la necessità di un cambio di passo nei controlli interni: "L'Europa può e deve fare di più anche a livello interno". E dunque "occorre investire in una struttura di sicurezza unitaria europea" e "i servizi segreti lavorino di più e meglio insieme, con collaborazione costante e continua". L'obiettivo è che "nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà sempre più forte l'azione a livello europeo, voglio sperare, e a livello italiano, per combattere la minaccia del terrorismo jihadista". E al proposito "l'Italia ahimè ha un'esperienza da offrire", perché "le forze di sicurezza italiane hanno dovuto affrontare minacce terribili, dalla mafia, al terrorismo, al brigatismo".E dunque "siamo totalmente a disposizione per lavorare insieme alle istituzioni europee ad un progetto organico".

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