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pubblicato il 17/gen/2015 12:31

Brunetta: se Renzi forza sarà guerra totale

Quirinale? Basta con ex comunisti, Amato il più competente

Brunetta: se Renzi forza sarà guerra totale

Roma, 17 gen. (askanews) - La priorità politica non muta per Forza Italia: prima il Quirinale, poi le riforme. A ribadirlo, in un'intervista al Corriere della Sera, è il capogruppo azzurro a Montecitorio, Renato Brunetta, che spiega: "Proporrò al presidnete Berlusconi di costituire un comitato di lavoro per le consultazioni con le altre forze parlamentari, a cominciare dall'Ncd di Alfano, per discutere del successore di Napolitano. Se invece Renzi forzerà la mano sul calendario, la scelta avverrebbe in un clima di tensione drammatica. Si andrebbe 'ai materassi' come si dice nel 'Padrino'", ovvero alla "guerra totale. Nessuno dorme a casa sua, ma si cerca una sistemazione provvisoria. Su un materasso appunto".

Brunetta poi rispedisce al mittente, cioè al premier, la deifinizione di "re dei fannulloni". Chiamarlo così, afferma, "invece di discutere nel merito dei miei argomenti, è segno di una pigrizia mentale e di un'indolenza morale indegne di un leader democratico. Renzi non ha la minima idea di cosa voglia dire avere contro Brunetta". E ancora: "Un po scherzo, ma non tanto. Io sto usando solo il 5% del mio potenziale combattivo, politico e intellettuale per oppormi a Renzi. Ma la mia pazienza non è infinita. Eviti forzature infantili. Il gruppo di Forza Italia, con qualche legittima eccezione, è compatto sulla mia linea: non c'è tempo, e non è neanche giusto approvare alla Camera la riforma costituzionale prima dell'elezione del Presidente".

Al Colle, Forza Italia vorrebbe di "certo non un fantoccio. Un uomo che abbia un vastissimo consenso, una levatura personale e una pratica istituzionale tali da non farsi ingabbiare dalla struttura del Quirinale, e un'attitudine antica all'amore per la libertà. Quindi, non un ex comunista".

Brunetta rimarca che "con la scuola comunista abbiamo dato, occorre cambiare diocesi" e boccia quindi i nomi di Bersani, Fassino, Veltroni e Prodi (in passato "nessuno, tranne Saragat, è stato leader o segretario di partito"), e su Mattarella afferma: "Il presidente della Repubblica dev'essere una personalità di grande spessore, di alta esperienza internazionale, di provata capacità di governo. Oggettivamente, con tutto il rispetto che si merita, Mattarella non ha queste caratteristiche".

Niente da fare per Padoan o Severino ("Non vogliamo un tecnico passato da poco alla politica"), così come per Grasso ("Non votiamo un avvocato, vuole che votiamo un magistrato?"). Discorso diverso per l'ipotesi Amato: "Non voglio fare nomi, non ne abbiamo ancora discusso. Dico la mia personalissima opinione: Giuliano Amato è il più competente, il più esperto, il più conosciuto all'estero. Ed è di cultura liberal socialista". Brunetta non teme così di bruciarlo: "Basta con questo luogo comune insopportabile", "discutiamone apertamente, alla luce del sole, fuori dalle segrete stanze".

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