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pubblicato il 04/ott/2015 12:13

Boschi: un'alleanza con Verdini è fantapolitica

"Riforma porta mio nome ma vero padre è Napolitano"

Boschi: un'alleanza con Verdini è fantapolitica

Roma, 4 ott. (askanews) - "Certo, già abbiamo fatto un passo avanti veramente importante, i due test dell'articolo uno e due sono prove che abbiamo superato molto bene, ma ce ne aspettano molti altri da votare e oltre 380 mila emendamenti con cui fare i conti, non si può dire che ora la strada sia tutta in discesa, il lavoro è ancora tanto". Lo afferma il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, in una intervista a "La Stampa".

La Boschi sottolinea "una riforma di enorme importanza: sia per ottenere dall'Europa la flessibilità necessaria per gli investimenti e il taglio delle tasse. Ma soprattutto per superare il bicameralismo paritario, snellire il processo legislativo e dimostrare che la politica può fare le riforme. In un anno la legge elettorale, il Jobs Act, gli 80 euro e l'Irap, la pubblica amministrazione e la giustizia. In Italia è tornata la politica, la buona politica". Per la Boschi il margine di voti della maggioranza è rassicurante: "Ci sono 70 voti di distacco in un Senato dove di solito la maggioranza si conta sulle dita di una mano. Per mesi ci hanno detto che non avevamo i voti, poi che erano pochi, adesso che Verdini è decisivo. Però il fatto è che i voti ci sono, come promesso". A proposito dell'appoggio di Ala, Boschi afferma che i voti della maggioranza "sarebbero comunque stati sufficienti. La maggioranza assoluta non serve in questi passaggi. Vediamo il voto finale del 13 ottobre come andrà. E comunque, non capisco l'ossessione per Ala: sono senatori che un anno fa hanno votato la riforma con Forza Italia e oggi la votano di nuovo. Sono semplicemente coerenti". Il ministro nega però che con i verdiniani ci possa essere un accordo elettorale: "L'italicum prevede il premio alla lista e non alle coalizioni. E dunque non sarà possibile per il Pd nessun accordo. Cosa succederà alla destra italiana nel 2018 sinceramente non lo so. Ma credo che ad oggi non lo sappia nessuno". Boschi condanna comunque il presunto gesto sessista che sarebbe stato fatto in aula dal capogruppo di Ala Lucio Barani: "Non ci sono giustificazioni di nessun tipo. Spero che vengano esaminati i video di tutto il dibattito al Senato, in tutti questi giorni. E che siano comminate sanzioni a chi ha insultato. Tutti, nessuno escluso".

Infine, all'intervistatore che le chiede se dopo essere stata la "madrina" della riforma si veda in futuro come premier, Boschi risponde: "Questo testo, come pure la legge elettorale di cui sono davvero orgogliosa, non è il mio testo ma il testo di tantissime donne e uomini che ci hanno lavorato. Credo che se porteremo a casa la riforma dovremo dividere il merito con tantissimi colleghi, ma il vero padre di queste riforme per me si chiama Giorgio Napolitano. Quanto a Palazzo Chigi, non scherziamo nemmeno. Il mio futuro sono lunghe giornate in Senato per una riforma ancora tutta da scrivere. Quanto al premier, c'è già, si chiama Matteo Renzi e lo resterà a lungo".

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