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pubblicato il 09/ago/2016 18:09

Boschi: chi è per no al referendum non rispetta lavoro Parlamento

Non è riforma ideale ma anche Costituzione fu criticata. No avrà dei costi

Boschi: chi è per no al referendum non rispetta lavoro Parlamento

Roma, 9 ago. (askanews) - "Nello scegliere oggi di modificare la Costituzione ci siamo mossi nel solco di quanto previsto da padri e madri costituenti. Noi abbiamo scelto di rispettare in toto l'articolo 138 non cercando strade alternative o gruppi ristretti. E questo ha significato scegliere la strada più dura. Questo credo che sia un elemento di forza anche rispetto a chi propone di votare no e di ricominciare da capo, pensando che in questa legislatura si possa fare una riforma diversa. Questo significa non rispettare il lavoro fatto dai parlamentari". Lo ha detto la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi, intervenendo alla presentazione della rivista Strade.

"C'è stato - ha aggiunto - un confronto vero e sono state approvate oltre 120 modifiche rispetto al testo presentato dal governo e democraticamente il Parlamento ha fatto una scelta".

"Sono la prima - ha ammesso Boschi - a riconoscere che questa non è la riforma perfetta, e del resto leggi perfette difficilmente esistono, ma mi rincuora pensare che anche quando fu approvata la Costituzione italiana del 1948 non mancarono le voci critiche. Salvemini disse addirittura che gli unici articoli buoni erano quelli che permettevano di modificarla. Magari - ha aggiunto - non è la riforma ideale, ma i suoi pregi fanno dire che è una riforma positiva, che ci fa fare un passo avanti".

Boschi ha anche sottolineato che "nello scegliere oggi di modificare la Costituzione ci siamo mossi nel solco di quanto previsto da padri e madri costituenti. Noi abbiamo scelto di rispettare in toto l'articolo 138 non cercando strade alternative o gruppi ristretti. E questo ha significato scegliere la strada più dura. Questo credo che sia un elemento di forza anche rispetto a chi propone di votare no e di ricominciare da capo, pensando che in questa legislatura si possa ricominciare da capo".

La riforma della Costituzione, ha insistito la ministra, "fa bene alla democrazia, rafforza le istituzioni e dà strumenti utili per fare le altre riforme, e credo che possa avere anche una incidenza sulla crescita economica. Perdere questa opportunità - ha aggiunto - ha un costo, non solo per i risparmi che non ci sarebbero, e parliamo di 500 milioni all'anno, ma in termini di crescita del Paese, perchè istituzioni che funzionano meglio garantiscono la possibilità di maggiore crescita e sviluppo. Soprattutto la stabilità è la base di un miglioramento dei nostri conti e della nostra economia. Abbiamo visto che la volatilità dei governi ha portato a politiche di corto respiro. Una stabilità diversa consentirà una programmazione diversa, sui cinque anni, e non politiche di breve respiro".

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