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pubblicato il 12/dic/2015 20:54

Boschi a Leopolda dopo suspense, parla di riforme non di banche

Domani Renzi risponderà ad attacchi ed incontrerà risparmiatori

Boschi a Leopolda dopo suspense, parla di riforme non di banche

Roma, 12 dic. (askanews) - Nel giorno dei ministri, della sfilata del governo sul palco - c'è pure il riservatissimo sottosegretario Claudio De Vincenti (che ammette: "Non sono della generazione Leopolda ma Renzi aveva ragione, l'Italia ne aveva bisogno) - la kermesse renziana è caratterizzata dall'attesa per Maria Elena Boschi. Assente ieri, al debutto della tre giorni, "giustificata" da un tweet: "Finiamo la legge di stabilità e arriviamo".

La "madrina" della manifestazione, "assediata" in questi giorni per la vicenda BancaEtruria, arriva nell'ex stazione granducale alle 17.27 di oggi dopo un "giallo" di alcune ore, non completamente smorzato dall'annuncio ufficiale che sarebbe stata lei a chiudere la giornata. La Boschi sale sul palco intorno alle 18.20, sorridente e un po commossa - camicetta con ricami sui toni del nero e del beige, gonna e stivali -, è un "tornare a casa": "Vi voglio bene". Non una parola sull'affaire banche. Le tre domande del pubblico (e lei sorridendo ringrazia per "la clemenza della corte") giocano sui terreni di sua stretta competenza della riforma costituzionale, della legge elettorale e delle proposte di riforma scaturite nelle passate edizioni della Leopolda e diventate legge o ora all'attenzione del Parlamento. Come quella sulle unioni civili che, rilancia il ministro, "dobbiamo fare diventerà realtà".

Sul fronte banche la scelta sembra chiara: innanzitutto "esserci" alla Leopolda, dire "eccomi, sono a casa", rivendicare quanto fatto in un anno e non dare fiato alle polemiche lasciando che al problema sia il governo a dare una risposta: cosa che avverrà già domani, sul piano tecnico con l'intervento del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e su quello politico con il discorso conclusivo di Renzi, che oggi è rimasto per tutto il giorno nel "backstage", salendo sul palco solo una volta, a fine mattinata, per lanciare la candidatura a sindaco di Platì di Anna Rita Leonardi e il think tank renziano "Volta" guidato da Giuliano da Empoli. Domani, invece, il premier risponderà colpo su colpo agli attacchi ma soprattutto difenderà e rilancerà lo spirito della Leopolda. E darà un segnale: incontrerà una delegazione dei risparmiatori che proprio domani protesteranno contro il dl salva-banche.

Oggi, intanto, l'unico riferimento alla questione la Boschi lo fa aprendo il suo intervento: "Finalmente ci sono e mi scuso per il ritardo anche perchè ho letto ricostruzioni molto fantasiose e anche divertenti, in realtà ero semplicemente a fare il mio lavoro. Stiamo lavorando sulla legge di Stabilità e il ministro per i Rapporti con il Parlamento sta lì". Finito il "question time" non concede un minuto di più e lascia la Leopolda senza incontrare i giornalisti.

Tutto questo mentre Roberto Saviano - che ieri aveva chiesto le dimissioni della ministra adombrando un conflitto di interessi visto che il padre è stato per otto mesi vicepresidente di BancaEtruria - oggi rilancia, su Facebook, le accuse. E sul banco degli imputati c'è proprio il silenzio. "Se il ministro Boschi dovesse rifiutare spiegazioni - attacca lo scrittore -, restando al suo posto nonostante il pesante coinvolgimento della sua famiglia in questa gravissima vicenda che avrà probabilmente sviluppi giudiziari (come potrebbe non averne?), vorrà dire che nulla è cambiato, la Leopolda è una riunione di vecchi arnesi affamati, resi più accettabili dalla giovane età e dall'essere venuti dopo Berlusconi, e il Pd un'accolita che difende i malversatori a scapito dei piccoli risparmiatori".

Non sono mancate, invece, come del resto da ieri pomeriggio in poi, le risposte dei ministri e dei colleghi dem: tutti, minoranza compresa, a fare quadrato sul ministro. "Non riesco a capire dove sia il conflitto di interessi, perché quello che ha fatto il governo è stato salvare 4 banche, non le dirigenze, ma coloro che ci lavorano e tutti i correntisti", osserva Roberta Pinotti. "Maria Elena - aggiunge Dario Franceschini - è una persona rigorosa e trasparente. Il conflitto di interessi è una cosa precisa, quindi mi sembra assolutamente fuori luogo associare l'autorevolezza acquisita in altri campi per emettere sentenze senza fondamento". A difendere la Boschi, dalla convention della sinistra Pd a Roma, anche Pier Luigi Bersani: "Il ragionamento di Saviano è giusto in generale, ma sulla Boschi esagera".

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