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pubblicato il 18/apr/2014 20:11

Bonus Irpef: M5S Camera, sobrieta'? A Renzi non hanno tolto il vino

(ASCA) - Roma, 18 apr 2014 - ''Dando i numeri per le coperture del decreto Irpef il premier parla di sobrieta'.

Eppure sembra che sia lui a non essere sobrio: forse non gli hanno tolto in tempo il vino o ha scambiato Palazzo Chigi per il Vinitaly''. Lo dicono i deputati del M5S sui primi dettagli del decreto emanato oggi dal Cdm.

''Il premier parla di tagli strutturali, ma intanto ci sono circa 2,5 miliardi di misure una tantum che peraltro - aggiungono - appaiono abbastanza campate in aria. La maggioretassazione sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia resta sotto la spada di Damocle del giudizio Ue su un'operazione, il regalo alle banche, che il M5S ha fortemente avversato e che Bruxelles si prepara probabilmente a bocciare. Inoltre, 600 milioni di extragettito Iva andrebbero contabilizzati a fine anno e non ''ex ante' con tutta questa nonchalance''.

''E che dire degli incapienti che gia' pregustavano un beneficio e che invece dovranno aspettare chissa' quanto? Si tratta di 4milioni di persone che restano fuori dalla giostra delle mancette proprio come gli autonomi, le partite Iva o i pensionati, che vedono salire tasse e tariffe locali, a partire dalla stangata della Tasi, senza ottenere in cambio nessun beneficio concreto'', aggiungono i deputati pentastellati.

''D'altronde - proseguono - come si puo' pensare che questo governo sia in grado di fare i veri tagli se annuncia trionfalmente di aver preso 150 milioni dalla spesa per gli F35, in pratica poco piu' del costo di un singolo velivolo? E poi, occhio all'ennesima truffa semantica: non si parla di ''taglio' al programma militare, ma di ''spostamento'. Senza dimenticare che Renzi cifra in 100milioni il gettito dalla riorganizzazione delle municipalizzate, quando sappiamo che gia' solo i Cda delle quasi 8mila partecipate italiane, imbottiti di politici trombati e amici degli amici a caccia di poltrone, ci costano la cifra monstre di 15 miliardi''.

Il M5S Camera sottolinea ancora: ''Trasparenza dei dati e delle spese? Perche' il premier non inizia dalla propria dichiarazione patrimoniale che ancora non e' scaricabile sul sito di Palazzo Chigi come invece prevede la legge?Bisognerebbe che fosse lui per primo a dare l'esempio''.

''L'unica cosa che sappiamo e' che nel Def la pressione fiscale e' ancora in salita nel prossimo biennio. Mentre il premier fa i soliti annunci - chiude il M5S Camera - la recessione non accenna a mollare la presa e i cittadini non ne possono piu' degli annunci a vuoto dei governi dei partiti''. com/vlm

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