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pubblicato il 25/gen/2011 19:05

Bondi/ Domani si vota sulla sfiducia, sulla carta ministro salvo

Maggioranza a 315, a favore solo 306 deputati sicuri

Bondi/ Domani si vota sulla sfiducia, sulla carta ministro salvo

Roma, 25 gen. (askanews) - Alla vigilia del voto sulle mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni nei confronti di Sandro Bondi, il pallottoliere dell'Aula di Montecitorio salva il ministro dei Beni Culturali: sulla carta infatti la maggioranza potrà contare su 315 voti mentre sono solo 306 i voti sicuri contro il coordinatore del Pdl. Il voto sarà palese, per appello nominale. Contro la mozione presentata prima da Pd e Idv, poi dal Terzo Polo voteranno 233 deputati del Pdl, 59 della Lega, 21 del neonato gruppo di Iniziativa responsabile, Francesco Nucara e Calogero Mannino. A favore si esprimeranno i 22 deputati di Idv, 35 dell'Udc, 29 di Fli (su 31 perché Luca Barbareschi e la neomamma Giulia Bongiorno vengono dati come incerti dagli stessi ambienti finiani), 203 del Pd (su 206 perché Anna Rossomando, Federica Mogherini e Marco Fedi vengono dati come assenti), 6 dell'Api, 2 Liberaldemocratici, 5 di Mpa, Giorgio La Malfa, Giuseppe Giulietti, Roberto Rolando Nicco, Antonio Gaglione. Ancora incerti Paolo Guzzanti e i due deputati della S dtiroler Volkspartei, Siegfried Brugger e Karl Zeller. "Deciderò domani - spiega Guzzanti - anche se considero Bondi colpevolissimo, queste cose ad personam mi fanno senso". Anche Brugger fa sapere che la scelta avverrà domani ma sarà comunque tra la sfiducia e l'astensione: "Abbiamo dei contatti con Bondi per quanto riguarda la provincia di Bolzano però non abbiamo ancora avuto riscontri concreti. Vediamo domani". Il voto dei tre incerti tuttavia non risulterà, con molta probabilità, decisivo. Una variabile che potrebbe far variare i numeri del pallottoliere è la concomitanza del voto di domani con il dibattito presso il Consiglio d'Europa sulle persecuzioni dei cristiani nel mondo: il Terzo Polo, proprio per questa ragione, aveva chiesto che la sfiducia a Bondi slittasse alla prossima settimana. Fanno parte della delegazione che dovrebbe recarsi a Strasburgo - dove il voto comunque si terrà giovedì 27 - Gianpaolo Dozzo della Lega, Piero Fassino, Dario Franceschini e Andrea Rigoni del Pd, Deborah Bergamini, Gennaro Malgieri e Luigi Vitali del Pdl, Luca Volonté dell'Udc e Karl Zeller delle minoranze longuistiche.

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