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pubblicato il 21/lug/2014 16:02

Bolzano: Kompatscher, museo monumento Vittoria racconta due dittature

(ASCA) - Bolzano, 21 lug 2014 - Alla presenza del ministro della Cultura, Dario Franceschini, il presidente della provincia autonoma di Bolzano ha inaugurato il percorso museale negli spazi sotto al monumento alla Vittoria, nel capoluogo altoatesino.

Il monumento alla Vittoria, inaugurato nel 1928 a Bolzano, e' stato storicizzato con la mostra ''BZ '18-'45'' allestita nei vani sotterranei e all'esterno con la scritta luminosa ''Un Monumento, una citta', due dittature'' in italiano, tedesco e inglese. Nella cripta sotto il monumento il presidente Kompatscher ha esordito ringraziando il ministro Franceschini ''per aver voluto essere presente a conclusione di un percorso di collaborazione costruttiva che Stato, Provincia e Comune hanno avviato due anni e mezzo fa e che ha portato a un risultato storico per la comunita' altoatesina, raggiunto nel rispetto di tutte le sensibilita'''.

Kompatscher ha ricordato che ''con il Centro di documentazione, il capoluogo Bolzano puo' contare ora anche su un museo della storia locale del XX secolo: in 13 locali e 700 metri quadrati vengono spiegati la storia del Monumento alla Vittoria e i suoi significati ideologici nonche' piu' in generale le vicende locali dal 1918 al 1945''.

Kompatscher ha voluto poi precisare che ''il percorso espositivo dovra' diventare luogo della conoscenza storica e della memoria davanti a quanto compiuto da nazismo e fascismo in Alto Adige''. Secondo il presidente dell'Alto Adige, infatti, ''oggi servono il dialogo e la trasmissione di questa conoscenza storica, perche' - come recita un modo di dire tedesco - ''Wenn man's nicht weiB, kann man's nicht sehen'', quello che non si sa, non si riesce a vedere''.

Di ''valore simbolico'' e di ''collaborazione preziosa'' ha parlato il ministro Dario Franceschini: ''Ci troviamo oggi sotto un monumento che e' stato foriero di divisioni e scontri, ma che oggi e' stato trasformato in un luogo di memoria degli errori e degli sbagli, ma anche simbolo di pacificazione e rifiuto dei totalitarismi''. Per Franceschini questo luogo di memoria ''ci rende consapevoli di quanta strada e' stata fatta. Oggi l'Alto Adige e' un esempio di convivenza e di tutela delle minoranze, e con il suo multiculturalismo e plurilinguismo e' indirizzato verso l'Europa''.

com-stt/sam/bra

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