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pubblicato il 16/mag/2011 21:34

Bologna/ Merola al 52% evita il ballottaggio, delude Bernardini

Il Carroccio si ferma al 10%. Successo per i "grillini" al 9,7%

Bologna/ Merola al 52% evita il ballottaggio, delude Bernardini

Bologna, 16 mag. (askanews) - Può succedere ancora di tutto, come insegna il caso Delbono, quando due anni fa era dato vincente ma nella notte l'ultimo seggio lo condannò al ballottaggio. A un terzo dello scrutinio le elezioni a Bologna consegnerebbero la città al candidato del centrosinistra, il democratico Virginio Merola. Delude Manes Bernardini, della nuova generazione del Carroccio, imposto agli ex di Forza Italia dopo un summit tra Berlusconi e Bossi. Sfonda ancora il comico Beppe Grillo che si avvicina, dopo le ottime performance delle scorse regionali, al 10% (9,7% per la precisione) delle preferenze. Conteggiati 150 seggi (su 449) la lista del favorito Merola - individuato con le primarie di coalizione lo scorso gennaio, appoggiato anche da Nichi Vendola e sostenuto dal fondatore dell'Ulivo Romano Prodi - totalizza il 52% delle preferenze con circa 34mila voti; il leghista Manes Bernardini (Pdl-Lega) non va oltre il 29%; il "pieno" l'ha fatto il Movimento 5 Stelle che si avvicina al 10% e - secondo le prime stime - potrebbe portare in Consiglio comunale due esponenti del Movimento 5 Stelle, oltre al candidato sindaco Massimo Bugani. Dal quartier generale del Partito democratico, annunciano che non ci sarà nessun commento da parte del candidato finché non sarà finita la conta. Intanto il segretario provinciale del partito, Raffaele Donini, ha convocato una conferenza stampa domattina per commentare i risultati elettorali. Con lo slogan "Se vi va tutto bene, io non vado bene", Merola ha rischiato grosso durante la campagna elettorale, per via delle numerose gaffes come quella di confondere la categoria in cui gioca il Bologna Calcio. "I prossimi saranno i migliori anni della nostra vita - ha detto nelle ultime settimane -. Basta nostalgie e vecchie ideologie del passato". I giochi sono ancora aperti e all'ultimo, come si ricordava, a Bologna potrebbe scattare il ballottaggio. Ma le previsioni di vedere la città "rossa" per eccellenza macchiarsi di verde resteranno deluse. Già nel pomeriggio la "Casa del sindaco" dell'avvocato leghista Bernardini, era blindata dalle "guardie padane" in maglietta con la scritta "stuff". "Manes non rilascia al momento dichiarazioni" è la frase più ripetuta dalla sua portavoce. La candidatura dell'esponente della Lega Nord è stata mal digerita dal Pdl. Il coordinatore regionale, Filippo Berselli, presidente della Commissione giustizia al Senato, si concentra però sulle prestazioni del "grillino" Massimo Bugani: "E' un dato eclatante, nessuno lo dava al 10%; io stesso avevo un sondaggio che dava Grillo al massimo al 5%. Si tratta di capire dove va ad attingere questi voti: sicuramente dall'area delle astensioni e dal Pd". "Andremo sicuramente al ballottaggio" ha detto Berselli in serata. "Un risultato straordinario. E' nato qualcosa di nuovo" è il primo commento di Bugani. "Abbiamo fatto tutto investendo 4mila euro - ha aggiunto in serata, salendo le scale di Palazzo d'Accursio - contro colossi che hanno investito soldi rubati ai cittadini tramite i rimborsi elettorali. Siamo noi il terzo polo". Non "buca" neanche a Bologna il vero Terzo Polo. Il "civico" Stefano Aldrovandi, infatti, malgrado il sostegno di Gianfranco Fini e di Pierferdinando Casini non va oltre il 4,8%. Decisamente peggio l'avvocato Angelo Maria Carcano, della lista civica "Nettuno" che totalizza appena lo 0,15% delle preferenze. Proprio lui che coma capolista in Consiglio comunale ha piazzato, Cinzia Cracchi, l'ex compagna e segretaria dell'ex sindaco Flavio Delbono che con le sue dichiarazioni l'ha costretto alle dimissioni oltre un anno fa e ha condannato la città al commissariamento. La Cracchi non andrà quasi sicuramente in Consiglio: "Nessuno mi ha regalato nulla - è stato il suo commento -. Ho solo avuto la sfortuna di incontrare uno squallido personaggio pubblico". Anna Montello, candidata de La Destra, arriva allo 0,26%; Elisabetta Avanzi, di Forza Nuova, non supera lo 0,30%; Michele Terra, del Partito Comunista dei Lavoratori, si ferma allo 0,81%.

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