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pubblicato il 31/ott/2011 17:20

Bnl-Unipol/ La tentata scalata e l'inchiesta giudiziaria

Il tribunale di Milano: 16 condanne e 13 assoluzioni

Bnl-Unipol/ La tentata scalata e l'inchiesta giudiziaria

Milano, 31 ott. (askanews) - Una scalata bancaria poi fallita, che a sei anni di distanza porta alla pronuncia, da parte della prima sezione del Tribunale di Milano di 16 condanne: 13 persone fisiche, tra le quali l'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio e tre società, e 12 assoluzioni. Si conclude così il primo grado del processo che ha nel mirino il tentativo da parte della compagnia assicurativa bolognese Unipol di acquisire il controllo della Banca Nazionale del Lavoro. Una vicenda che si consuma tra la primavera e l'estate del 2005. In quel periodo l'azionariato di Bnl è diviso in un 'patto' e un 'contropatto' che vede, in sostanza, contrapposto il nucleo degli azionisti di controllo (tra cui Bbva, Generali e Della Valle che sostiene il management guidato dal presidente di Bnl, Luigi Abete) e un gruppo di immobiliaristi romani coordinati da Francesco Gaetano Caltagirone. Nel marzo dello stesso anno Bbva lancia l'offerta pubblica di scambio (ops) sul capitale di Bnl, ricevendo l'autorizzazione da parte delle autorità italiane. Poi, viene lanciata l'Opa obbligatoria. Bbva rinuncia. Poco dopo si aprono le inchieste giudiziarie. Seguono le dimissioni di Fazio, poi di Consorte, mentre nel gennaio 2006 l'azionista di maggioranza diventa il colosso francese Bnp Paribas con il gradimento degli azionisti di controllo e del presidente Abete. Nel 2007, parallelamente ad un'inchiesta dei magistrati romani, la procura meneghina tira le file dell'indagine che arriva ad un processo in cui sfila, come testimone, anche lo stesso Abete. Nel corso della requisitoria l'accusa rivela la sua ricostruzione di quanto accaduto. I pm Luigi Orsi e Gaetano Ruta sembrano non avere dubbi: Bankitalia non ebbe ruolo di arbitro imparziale, ma favorì Unipol e i cosiddetti contropattisti e la compagnia bolognese non seguì il regolare iter previsto in caso di scalate bancarie. L'ipotesi dell'accusa è chiara: Consorte, Ivano Sacchetti e Carlo Cimbri si trasformano in vertici "intercambiabili" della Unipol di allora, "motori" di quell'operazione che si sarebbe consumata "sotto la regia" di Banca d'Italia e dell'allora governatore Antonio Fazio. L'ex governatore "come uno che guida la macchina un po' fuori dalle regole" e "non fa l'arbitro ma il giocatore di una partita'', si sarebbe servito delle ''capacita' tecniche'' del suo braccio destro, Francesco Frasca, e anche di alcune banche, per arginare l''assalto' dello straniero. Oggi Fazio ha accolto "costernato" la condanna da parte dei giudici di primo grado a 3 anni e 6 mesi. A poco meno, 3 anni e 10 mesi, è stato condannato l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte che tramite il suo legale si è detto pronto a fare appello. "Ingiustificabile", "inspiegabile" sono gli aggettivi con cui i legali hanno definito la pronuncia di oggi. Xju 311711 ott 11

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