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pubblicato il 01/lug/2014 12:00

Blog Grillo: stop a riforme, concentrarsi su legge elettorale

Becchi: questo Parlamento non legittimato a cambiare Costituzione

Blog Grillo: stop a riforme, concentrarsi su legge elettorale

Roma, 1 lug. (askanews) - "Può un Parlamento eletto con una legge incostituzionale (il Porcellum) vantare una legittimità tale da consentirgli non solo di modificare singole disposizioni della Costituzione, ma addirittura la struttura bicamerale del Parlamento e, con essa, inevitabilmente, la forma di Governo? Quel Parlamento che avrebbe dovuto essere sciolto immediatamente dopo la pronuncia della Corte?". Con questi interrogativi Paolo Becchi sul blog di Beppe Grillo spiega che la riforma del Senato e del Titolo V all'esame della commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama non può andare avanti e che invece bisogna concentrarsi sulla nuova legge elettorale. " evidente - scrive Becchi - che soltanto un altro Parlamento, se non un'assemblea costituente, potrebbe avere l'autorevolezza e la legittimazione politica per decidere sul superamento del bicameralismo perfetto e sulla rideterminazione dei rapporti Parlamento-Governo e Stato-Regioni. Magari nel senso di una riforma in senso autenticamente federale del Stato. Ma tutto ciò può riguardare solo il futuro. Nel presente sarebbe opportuno invece soffermarsi sulla legge elettorale. Ed è quello che sta facendo il M5S". "La mossa di aprire un confronto con il Pd - sottolinea il professore sul blog di Grillo - ha spiazzato tutti i giornalai in adorazione del patto tra Pd-Forza Italia, riaprendo una partita che pareva destinata a chiudersi con un Italicum a rischio di incostituzionalità tanto quanto il Porcellum. Renzi, del resto, non può farsi eternamente forte del plebiscito delle Europee, tanto più che, nonostante i giornali italiani abbiano tentato di rovesciare la notizia, proprio in Europa ha subito il suo primo vero scacco, con la scelta imposta di Jean-Claude Juncker alla Commissione". "Una cosa deve essere chiara - osserva Becchi - a parte re Giorgio, la riforma del Senato non ce la chiede proprio nessuno, non 'ce la chiede l'Europa' e neppure gli italiani. L'unica riforma che sarebbe utile fare è quella della legge elettorale e fa parte della dialettica parlamentare che maggioranza e opposizione si confrontino. La partita tra il PD e il M5S è appena cominciata. Non ci resta che aspettare le prossime mosse. Non ci deve essere necessariamente un vincitore e un perdente, anche nel gioco degli scacchi è previsto lo stallo". (segue)

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