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pubblicato il 18/lug/2016 17:54

Bilancio Montecitorio va in aula: nel 2016 47 milioni in meno

Il Questore Dambruoso: la Camera li restituirà allo Stato

Bilancio Montecitorio va in aula: nel 2016 47 milioni in meno

Roma, 18 lug. (askanews) - "Nel 2016 la Camera restituirà al bilancio dello Stato 47 milioni di euro: si tratta della restituzione più consistente mai operata dalla nostra istituzione". Lo ha detto il questore Stefano Dambruoso, durante la discussione generale sul bilancio di Montecitorio.

"Nel corso della XVII legislatura, cioè dal 2013 al 2016, la Camera - ha aggiunto - consentirà in questo modo, con questo tipo di attività, di riacquisire al bilancio dello Stato e quindi di realizzare un risparmio complessivo di 270 milioni di euro, un flusso assai significativo di risorse finanziarie che, anziché essere impiegate per il funzionamento della Camera dei deputati, sono state liberate per il perseguimento delle necessità dei cittadini e di chi paga le tasse".

"Al netto delle istituzioni richiamate, sempre nel 2016, la spesa per il funzionamento della Camera (965,8 milioni di euro) scende per il quinto esercizio consecutivo rispetto al picco massimo, segnato nel 2011. Anche questo - ha osservato Dambruoso - è un risultato che per larga parte si è realizzato nel corso della presente legislatura. Merita quindi di segnalarsi, in particolare, come si tratti di un dato in positiva controtendenza rispetto a quanto accaduto negli anni precedenti e a quanto accade letteralmente in tutte le altre pubbliche amministrazioni, nelle quali, rispetto al governo della spesa dell'istituzione parlamentare, invece, vi è stato certamente un raffreddamento della dinamica della relativa crescita ma non anche ad una sua costante riduzione".Roma, 18 lug. (askanews) - "Ove poi si consideri la spesa di funzionamento della Camera al netto della spesa previdenziale, che sono 562,5 milioni gli euro, inferiore di circa 9 milioni di euro rispetto al 2015, è possibile ricondurre ad una proporzione corretta - ha proseguito Dambruoso - anche i tanto ricorrenti quanto superficiali confronti fra la spesa dalla Camera dei deputati italiana e quella dei principali Parlamenti europei, che vedono la prima sistematicamente perdente. Se si eliminano le poste previdenziali, che non tutti i Parlamenti stranieri recano a carico del proprio bilancio, e si svolge il difficile ma necessario esercizio di porre a confronto le grandezze tendenzialmente omogenee, ne esce fuori una realtà ben diversa, quella secondo cui la nostra istituzione spende meno, ma molto meno, delle Camere basse di Germania e Regno Unito, collocandosi comunque nell'ambito di una fascia che, come dimostrano i dati, accomuna le esigenze di funzionamento delle rappresentanze nazionali di grandi Paesi di più solida e risalente democrazia. Rinvio quindi alla relazione scritta per le considerazioni relative ai singoli comparti in cui si sono registrati i risultati più consistenti la politica di contenimento e di razionalizzazione della spesa: dai deputati al personale dipendente passando per l'acquisizione di beni i servizi, ebbene, tutte queste voci hanno subito davvero una sostanziale razionalizzazione. Ugualmente, rimanendo alla lettura dei documenti in distribuzione per sottolineare l'ulteriore risultato conseguito, sul piano sia della trasparenza che della legittimità dei documenti di bilancio, attraverso la redazione del bilancio di previsione secondo la nuova e più fruibile struttura, approvata dall'Ufficio di Presidenza nel giugno 2015 e utilizzata per la prima volta a partire dall'esercizio in corso".

"A conclusione, quindi, del mio intervento tengo peraltro a ribadire espressamente come l'impegno che il Collegio in questo ha sinora profuso negli ambiti di sua competenza resterà altrettanto vivo e determinato - ha rimarcato - nel tempo restante della legislatura in corso, con l'obiettivo di concludere quest'ultima dopo aver impresso sulla nostra istituzione un segno tangibile e riconoscibile in termini di sobrietà, rigore e trasparente impiego delle risorse pubbliche. Dovrei dare ora conto, Presidente e onorevoli colleghi, dell'attività svolta dal Collegio dei questori per l'attuazione degli ordini del giorno accolti o approvati nel corso dell'esame in Assemblea del bilanci di previsione per il 2015, tuttavia, per ragioni di sintesi, chiedo, signora Presidente, l'autorizzazione a pubblicare questa parte del nostro intervento in calce al resoconto stenografico nella seduta odierna", ha concluso.

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