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pubblicato il 30/lug/2013 11:34

Berlusconi:Generazione Italia, rispettare sentenza. Speriamo no condanna

Berlusconi:Generazione Italia, rispettare sentenza. Speriamo no condanna

(ASCA) - Roma, 30 lug - ''Se qualcuno crede che, per odio o vendetta, noi ci auguriamo che Berlusconi venga condannato dalla Suprema Corte, si sbaglia. Se il Cavaliere venisse assolto saremmo contenti, se fosse condannato non lo saremmo affatto. Perche' la condanna di una persona che e' stato capo del governo italiano e del centrodestra e' un fatto che, anche agli occhi del mondo, ci procura dispiacere, come italiani, cittadini e patrioti. E poi non godiamo delle condanne altrui. A maggior ragione se il verdetto sancisse - escludendo l'effettiva reclusione - l'interdizione dagli uffici pubblici e quindi dal Parlamento della Repubblica, per sentenza, com'e' legittimo possa accadere a chiunque, e non per esito elettorale''. E' quanto scrive Carmelo Briguglio sul sito di Generazione Italia.

''Il fatto che siamo o siamo catalogati, diciamo cosi, 'antiberlusconiani', con qualche ragione obiettiva, come spero si riconosca, avendone pagato lo scotto, e' questione tutta politica, che non influisce sulla questione giudiziaria. Sul cui esito peraltro - continua Briguglio - noi non abbiamo alcuna potesta', come tutti, in un senso o nell'altro. In ambedue i casi, assoluzione o condanna, riterremo che i giudici avranno fatto il loro dovere. In primo grado, in appello e in Cassazione. Comunque abbiano giudicato. E riteniamo che la sentenza vada accettata come l'accettano tutti gli imputati. E rispettata dalle forze politiche, a cominciare da quella di cui e' leader indiscusso l'imputato''. ''Quanto al governo, se dovesse cadere per una sentenza e non per un fatto politico, significherebbe precipitare il Paese in un meritato e forse irrecuperabile discredito internazionale. In ogni caso vale la regola che tutti i cittadini 'sono eguali davanti alla legge' come l'articolo 3 della Costituzione prescrive e ammonisce. Il fatto che l'imputato si chiami Berlusconi Silvio, non cambia la regola.

Ne' a favore, ne' contro. E poiche' tratteniamo tracce dello stile cavalleresco che ci e' stato trasmesso da maestri e letture di cultura e politica che difficilmente il Cavaliere potrebbe apprezzare, non ci auguriamo 'il male' del Nemico che pure, politicamente parlando, ce lo ha ampiamente procurato. Basta cosi. La parola alla Corte'', conclude Briguglio.

com-ceg/lus/alf

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