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pubblicato il 09/dic/2013 12:00

Berlusconi vuole voto: spera in Renzi ma FI teme rottamazione

Telefonata al neo segretario Pd:"Fortunato perchè non ci sono io"

Berlusconi vuole voto: spera in Renzi ma FI teme rottamazione

Roma, 9 dic. (askanews) - Il meno preoccupato di tutti, forse, è Silvio Berlusconi. Certo, Matteo Renzi - ipse dixit - è il suo "competitor" e l'età gioca tutta a favore del sindaco di Firenze. Ma in questo momento il Cavaliere punta piuttosto sugli "interessi convergenti": uno di questi certamente è la speranza di accelerare i tempi per nuove elezioni. L'altra è quella di ringiovanire il suo partito. Nel campo avversario ora c'è un segretario di 38 anni e una segreteria con 35 anni di età media: tutti ottimi argomenti da utilizzare con la vecchia guardia azzurra sempre più in preda al timore di essere rottamata. L'ex premier, certo, ha consapevolezza del proprio dato anagrafico ma si considera un caso a sé stante, l'unico nel centrodestra ancora in grado di catalizzare 10 milioni di voti. Si spiega anche così la 'freddezza' della reazione di Forza Italia alla vittoria di Renzi alle primarie. Mentre la telefonata che Berlusconi gli ha fatto ieri sera poco dopo la mezzanotte - durante una cena in pizzeria - è stata tutta condita di affettuosità. Del suo discorso da 'vincitore' ha sentito molto poco, ma ha comunque coperto il sindaco di Firenze di lodi. Inevitabili le battute: "Ti va bene perchè in campo non ci posso essere io. E poi, siamo sinceri, è stato come se il Milan avesse giocato contro una squadra dell'interregionale" ha scherzato. Poi, più seriamente, ha continuato: "Sarcasmo a parte, spero davvero che con te il Pd diventi un partito socialdemocratico ed europeo". Una telefonata di pochi minuti che non si sarebbe conclusa con nessun appuntamento. Ma nell'entourage di Berlusconi danno per scontato che il neo segretario avvierà un giro di orizzonte con le altre forze politiche e che quindi ci sarà tra non molto un faccia a faccia. L'offerta, ufficialmente in campo, è quella di varare un governo di scopo che faccia la legge elettorale e porti a elezioni insieme alle Europee di maggio. Il Cavaliere, d'altra parte, è curioso di vedere cosa accadrà ora nel campo dei democrat e in che modo (e soprattutto per quanto tempo) reggerà la convivenza tra Renzi ed Enrico Letta. Con alcuni interlocutori si sarebbe spinto anche a battute del tipo: "Se Matteo vuole vincere le elezioni deve fare un partito tutto suo e a quel punto io potrei anche finanziarlo". Battute, appunto. Certo l'ex premier nutre una certa ammirazione verso Renzi. Ma è altamente probabile che nei prossimi tempi la sua propaganda punterà molto sulla scarsa esperienza del sindaco di Firenze e sul fatto che, come i suoi predecessori, appartiene né più né meno che alla categoria dei 'politici di professione': "Cosa ha fatto finora? Solo delle primarie". Insomma, come spesso accade, Berlusconi si tiene aperte tutte le strade in attesa di capire quale sia la più conveniente. A essere davvero preoccupati, infatti, sono gli storici dirigenti del partito. C'è chi predica pazienza e aspetta che al Cav passi l'innamoramento 'nuovista' e chi invece è pronto a fare pressioni perché dia il via libera ai coordinamenti regionali che per ora ha congelato. Finora l'ex premier ha nicchiato, stretto tra la volontà di riempire il partito di facce nuove e la richiesta dei vari maggiorenti locali che vogliono un riconoscimento del loro peso e della loro fedeltà. Il varo della struttura parallela dei club 'Forza Silvio', che tanto ha agitato deputati e senatori, risponde fondamentalmente al tentativo di rinnovare senza scossoni. Già da domani Berlusconi tornerà a Roma e cercherà una soluzione di 'compromesso'. Non è escluso che decida di convocare una nuova riunione dei gruppi.

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