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pubblicato il 13/mar/2013 12:00

Berlusconi/ Vietti cuce intesa, Csm tace. Ma malumori in plenum

Due consiglieri escono, emergono riserve su posizione Quirinale

Berlusconi/ Vietti cuce intesa, Csm tace. Ma malumori in plenum

Roma, 13 mar. (askanews) - Non è andato tutto liscio al plenum del Csm stamattina, nonostante l'intesa perseguita e garantita dal vicepresidente Michele Vietti per raccogliere l'invito al silenzio di Giorgio Napolitano "per senso di responsabilità" su Silvio Berlusconi e lo scontro Pdl-magistrati a Milano. Al momento della lettura della dichiarazione di Vietti due consiglieri togati che hanno le loro radici negli uffici giudiziari milanesi sono usciti dall'aula: Enrico Carfì di Area, il cartello delle correnti di sinistra, e Giovanna Di Rosa, esponente del correntone centrista Unicost. Poi si è sfiorato l'incidente diplomatico con i 'laici' di centrodestra e con le altre correnti perché Riccardo Fuzio, capogruppo di Unicost, ha dato ai giornalisti la bozza del documento che la sua corrente aveva preparato sul tema, precisando poi che andava inteso come sua dichiarazione "a titolo personale". E' finita con una gara alle dichiarazioni individuali che ha certificato l'esistenza di un dissenso strisciante piuttosto diffuso sulla linea Napolitano-Vietti, frenato solo dal "senso di responsabilità", o forse dalla ragion di Stato. Il passaggio forse più difficile da digerire per i magistrati in Consiglio è quello più equidistante, nel quale Vietti ha fatto suo l'appello del capo dello Stato "al rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano". "Non condivido - ha spiegato Carfì ai cronisti - il richiamo al rispetto reciproco, è la magistratura a non essere rispettata". E anche sulla cadenza dei processi ha sottolineato che c'è già stato un rallentamento per la campagna elettorale: "I processi vanno celebrati", ha osservato il magistrato, dicendosi "deluso a livello personale" da Napolitano. La manifestazione del Pdl in Tribunale a Milano "è terribile", a giudizio di Di Rosa, che "a titolo personale" in una dichiarazione dice "basta all'anomalo e squilibrato contrasto tra istituzioni, che trasmoda ogni limite costituzionale". (segue)

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