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pubblicato il 09/mar/2011 18:45

Berlusconi vede Napolitano ma al Colle si parla solo di Libia

Per Quirinale importante linea chiara in consessi internazionali

Berlusconi vede Napolitano ma al Colle si parla solo di Libia

Roma, 9 mar. (askanews) - Solo Libia e Medioriente. Il premier Silvio Berlusconi è salito stamani al Colle per il Consiglio supremo della difesa e solo di temi attinenti alla difesa e alla politica internazionale si è parlato con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nessun argomento 'fuori sacco', nessun accenno all'annunciata riforma "epocale" della giustizia per illustrare la quale oggi pomeriggio è al Quirinale il Guardasigilli Angelino Alfano. Del resto le oltre due ore dell'incontro sono state appena sufficienti per analizzare la complicata situazione della Libia, le misure da adottare nei confronti dei profughi, gli strumenti per gestire un'eventuale, possibile, emergenza migranti. L'Italia deve mettere a punto una posizione chiara da sostenere anche nei consessi internazionali, a partire dal Consiglio europeo di venerdì prossimo. Questione che sta molto a cuore al capo dello Stato che si era preparato con la consueta precisione e attenzione per l'incontro, studiando, insieme ai suoi consiglieri, il dossier sul Maghreb e il Medioriente e valutando tutte le soluzioni sul tavolo e gli strumenti a disposizione della comunità internazionale. Alla fine il comunicato del Quirinale ha ribadito che l'Italia, chiaramente, non farà nulla da sola ma che "è pronta a dare il suo attivo contributo alla migliore definizione ed alla conseguente attuazione delle decisioni attualmente all'esame delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e dell'Alleanza Atlantica". La riunione, anche per la formula collegiale dell'incontro al quale erano presenti i ministri La Russa, Maroni, Frattini, Tremonti e Romani, non era certo l'occasione per un colloquio 'franco' tra presidente e premier che si sono limitati alla cortesia istituzionale senza entrare nel merito degli argomenti più spinosi - a cominciare dalla giustizia - che potrebbero essere terreno di scontro tra Quirinale e Palazzo Chigi.

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