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pubblicato il 24/gen/2012 20:45

Berlusconi vede Bossi su amministrative. Ma fa tattica su voto

Intanto ex premier 'aspetta' esito partita su frequenze e Mills

Berlusconi vede Bossi su amministrative. Ma fa tattica su voto

Roma, 24 gen. (askanews) - Intesa alle amministrative in cambio di una crisi di governo. Nel Pdl sono in molti, soprattutto tra gli scontenti, a sperare che sia stato questo l'esito del faccia a faccia fra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, ieri sera a Milano. Ma diversi elementi lasciano pensare che difficilmente quanto auspicato da diversi importanti dirigenti di via dell'Umiltà possa divenire realtà. Più verosimile la versione fornita da chi giura di avere un filo diretto con il Cavaliere e non scommette un euro sull'ipotesi di crisi anticipata. Secondo queste 'colombe' la tattica di Silvio resta sempre la stessa: mostrare insofferenza verso Monti e lasciare intravedere al Carroccio margini per future intese, in modo da non rompere con Bossi e tenere a bada le tensioni intere al Pdl, assicurando però nella sostanza la sopravvivenza all'attuale esecutivo. Cauto sarebbe quindi stato Berlusconi a colloquio con Bossi: "Oggi sostengo il governo, non so se dovrò farlo fino al 2013, ma per ora non posso rompere", sarebbe stato il ragionamento. E neanche la replica di Umberto sarebbe stata definitiva: "Non posso aspettarti fino al 2013, vedremo". I due, è già stabilito, comunque si rivedranno. Anche la scelta dei 'testimoni' presenti all'incontro, Roberto Calderoli e Aldo Brancher da una parte, Niccolò Ghedini dall'altra, indicherebbe la delicatezza delle questioni trattate. Certo il faccia a faccia e il ristretto elenco di commensali ha non poco allarmato l'ala maroniana della Lega, fino a stasera più o meno all'oscuro del reale esito dell'incontro. Le amministrative - questo trapela - sono state piatto forte dell'incontro. L'incubo del Pdl, infatti, è che con la concorrenza del Carroccio e del Terzo Polo - pronti alla corsa solitaria, sponsorizzata da Maroni - la tornata locale si potrebbe trasformare in un vero e proprio "bagno di sangue". In quest'ottica va letto il pressing berlusconiano su Bossi, in modo da sancire un'alleanza amministrativa conveniente per entrambe le parti. Chi sostiene che un patto con la Lega in cambio della testa di Monti sia impraticabile assicura che Angelino Alfano avrebbe descritto con chiarezza lo scenario italiano anche ad Angela Merkel, nel corso dell'incontro avuto a Berlino: "Votiamo nel 2013, il partito sarà completamente rinnovato e Berlusconi non si ricandiderà". Il segretario del Pdl avrebbe ricevuto dalla Cancelliera, secondo fonti italiane, una battuta d'approvazione che suona più o meno così: Allora farò la campagna elettorale con voi... . Certo è che anche l'ala dura del partito ammette senza tentennamenti che prima di fine aprile ogni ipotesi di crisi è improponibile, partendo dalla considerazione che sono in agenda importanti aste di titoli di Stato. Sull'intera partita peserà anche la decisione che il governo dovrà prendere sul delicato nodo del beauty contest - sospesa per 90 giorni - e le possibili tensioni che potrebbero scaturire dalla sentenza nel processo Mills. Questi due punti, assieme al trattamento che sarà riservato nei prossimi mesi a Mediaset, determineranno alcune delle mosse del Pdl e del Cavaliere. Per ora si avanti a vista, a partire dall'imminente approdo parlamentare del provvedimento sulle liberalizzazioni. Berlusconi sarebbe intenzionato ad alzare la voce, reclamando aggiustamenti di rotta anche per far uscire il Pdl dal cono d'ombra nel quale sembra caduto. Venerdì, a Roma, gli esperti di via dell'Umiltà si riuniranno per mettere a punto le proposte del Pdl. Intanto anche le tensioni interne non faticano ad affiorare: oggi, ad esempio, parecchi sommovimenti ha provocato la nomina di Francesco Nitto Palma a commissario del partito in Campania, al posto di Nicola Cosentino. Una scelta che ha provocato molti maldipancia fra i parlamentari campani, che oggi si aggiravano in Transatlantico senza nascondere il fastidio.

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