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pubblicato il 07/dic/2013 17:01

Berlusconi: Rossi (Fi), da Fatto Quotidiano giornalismo diffamatorio

(ASCA) - Roma, 7 dic - ''In relazione al farneticante e ridicolo articolo pubblicato oggi dal 'Fatto quotidiano' rilevo che evidentemente questo giornale non ha ancora elaborato il lutto. Non si rassegna, infatti, con la decadenza ad aver perduto Berlusconi come unico simbolo e bersaglio in grado di giustificare la sua danarosa esistenza.

Mi rendo conto che il quotidiano di Travaglio cerchi di incrementare le vendite alimentando il suo core businnes, che e' l'odio contro Berlusconi e contro tutti coloro che gli sono vicini. Noi, che abbiamo come colpa imperdonabile quella di saperlo innocente e di volergli bene''. Lo afferma in una nota la senatrice di Forza Italia, Mariarosaria Rossi.

''Quasi come danno collaterale, con sprezzante indifferenza, sono quindi colpita anch'io da questo giornalismo diffamatorio - continua Rossi - che gode, chissa' perche', della collaborazione e di un occhio di riguardo da parte di alcuni pubblici ministeri. Nel merito, sono stata fatta passare per organizzatrice e testimone di cene scandalose al castello di Tor Crescenza e che nessuna smentita o sentenza puo' sanare, insinuando sempre e comunque il dubbio che io possa non essere la persona e la parlamentare rispettata e rispettabile che tutti conoscono. Il tutto e' stato costruito basandosi sulle parole di un testimone anonimo, impossibili percio' da verificare. Un minimo di deontologia professionale - sottolinea la senatrice - avrebbe richiesto quanto meno un contraddittorio fra me e la assai poco credibile fonte.

Neppure la giornalista ha sentito il bisogno etico e professionale di interpellarmi, almeno per sapere cos'avessi da replicare a simili farneticanti accuse. Che poi costoro, Travaglio in testa, si qualifichino allievi prediletti o seguaci di Montanelli aggiunge la pena alla rabbia e all'amarezza''. Nel merito, continua, ''mi dolgo che ''Il Fatto'' per una volta non abbia avuto a disposizione i miei tabulati e i riscontri gps del mio cellulare, da cui avrebbero potuto dedurre che io nel famoso castello, in quel 2010, ci ho messo piede solo due volte, per di piu' in occasione di cene ufficiali ampiamente pubblicizzate dalla stampa nazionale. Chiedo, secondo i termini di legge sulla stampa, che venga pubblicata questa la mia smentita che corrisponde alla pura e semplice verita' dei fatti, senza pregiudizio di rivalermi in qualsiasi sede, penale e civile''.

com-fdv

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