giovedì 23 febbraio | 15:31
pubblicato il 14/feb/2011 21:20

Berlusconi rivendica sua firma sul 'game over'.Urne? Decido io

Premier 'rilancia' dopo monito Colle. Pessimismo su decisione Gip

Berlusconi rivendica sua firma sul 'game over'.Urne? Decido io

Roma, 14 feb. (askanews) - Non sopporta che qualcuno gli dica che deve farsi da parte. E questo vale non solo per la "irricevibile" richiesta di dimissioni di Gianfranco Fini e per il milione e passa di donne che ieri sono scese in piazza: "faziose" le bolla. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non ci sta nemmeno a farselo dire dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano. E' per questo che, per quanto l'ordine di scuderia sia quello di non alimentare nuovi scontri con il Colle più alto, il premier non ha alcuna intenzione di starsene buono buono. E approfitta di un'intervista su una sua televisione, per rispondere a due giorni di distanza alla nota con cui Napolitano faceva notare che di fronte all'inasprirsi delle tensioni, ci sarebbe il rischio di 'game over' del Parlamento. Questa volta, dunque, è il Cavaliere a fornire il suo personale 'retroscena' sull'ultimo faccia a faccia con il presidente della Repubblica. "Nell'ultimo colloquio - racconta - mi ha garantito che finché c'è un governo che lo governa e una maggioranza politica non esistono motivi" per sciogliere le Camere. Ma, soprattutto, Berlusconi fa chiaramente capire che nulla potrà avvenire senza passare prima sul suo 'cadavere'. "Senza una formale crisi - sottolinea evocando il precedente del '94 che vide protagonisti Scalfaro e Ciampi - per interrompere anticipatamente la legislatura occorre che il presidente della Repubblica consulti i presidenti delle Camere e il presidente del Consiglio". Quindi lui. E Berlusconi ai suoi continua a ripetere di non aver nessuna intenzione di lasciare la sua poltrona a palazzo Chigi. E infatti annuncia l'intenzione di andare avanti con la riforma della giustizia e con la legge per dare un giro di vite all'uso e alla pubblicazione delle odiate intercettazioni. Il premier, insomma, ha deciso di continuare a resistere così a tutto ciò che è arrivato e che continuerà ad arrivare dalle aule di tribunale milanesi. Compresa la decisione del gip sulla richiesta di rito immediato per concussione e prostituzione che potrebbe essere firmata domani, al massimo tra due giorni. Nell'entourage del Cavaliere non si aspettano niente di buono: "quelli sono tutti allineati e coperti" sintetizza un alto dirigente. La strada del conflitto di attribuzione da sollevare alla Consulta si sta preparando, quella della piazza è solo momentaneamente messa da parte, ma non ancora esclusa. (segue)

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