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pubblicato il 04/set/2013 08:32

Berlusconi: ritorna lo scontro, il Pdl minaccia la crisi di governo

Berlusconi: ritorna lo scontro, il Pdl minaccia la crisi di governo

(ASCA) - Roma, 4 set - Si riunisce alle 13,30 l'Ufficio di presidenza della Giunta per le elezioni e le immunita' parlamentari del Senato - ne fanno parte il presidente Dario Stefano (Sel), i due vicepresidenti, i due segretari e i capigruppo - con all'ordine del giorno il calendario dei tempi dei propri lavori a iniziare dal 9 settembre, quando sara' Andrea Augello, Pdl, a relazionare sul problema della decadenza di Silvio Berlusconi dal suo ruolo di senatore. Le decisioni dell'Ufficio di presidenza su orario di convocazione della Giunta e sul metodo di lavoro - lavori a oltranza o ritmi non accelerati - saranno poi sottoposti il 9 settembre alla discussione generale (ogni membro della Giunta avra' a disposizione 20 minuti per intervenire). Un eventuale dissenso sulle modalita' di discussione costituirebbe un primo intralcio procedurale allungando fin dall'inizio i tempi del confronto. Ancor prima che si avvii l'iter dei lavori della Giunta e' tornata a salire la temperatura dello scontro politico. Ieri Renato Schifani, capogruppo dei senatori del Pdl, ha posto il problema della composizione della Giunta al presidente del Senato: ''E' di tutta evidenza che la violazione degli elementari principi di riservatezza da parte di alcuni membri della Giunta che hanno dichiarato come voteranno richiede la valutazione del presidente Grasso sulla esigenza di procedere alla loro sostituzione''. Immediata la replica di Pietro Grasso: ''Il Presidente del Senato ha il potere di rinnovare i componenti della Giunta per le elezioni solo in determinati casi, disciplinati dall'articolo 19 del regolamento del Senato, tra i quali certamente non rientra l'espressione di opinioni sulle questioni sottoposte alla valutazione della Giunta''. Commenta Maurizio Gasparri, Pdl, vicepresidente del Senato: ''Il fatto che molti membri della Giunta per le elezioni si siano pubblicamente espressi sulla vicenda decadenza pone problemi rilevanti, che certo anche per il mio ruolo non potro' ignorare. Non siamo ne' alla Corrida, ne' in un reality''. Schifani, in serata, torna a collegare il destino di Berlusconi a quello del governo chiedendo al Pd un pronunciamento non politico sulla decadenza di Berlusconi: ''Chiederemo un voto di merito sulla non decadenza o in subordinata una devoluzione del problema alla Corte costituzionale o alla Corte europea. Se il voto sulla decadenza di Berlusconi dovesse essere politico, e quindi rispecchiare le distinzioni delle forze politiche, la convivenza nell'esecutivo sarebbe impossibile''. A chiedere l'immediata crisi dell'esecutivo e' Roberto Maroni, segretario della Lega Nord: ''Stanno trattando Berlusconi come fecero con Craxi''. Enrico Letta, da Viterbo, dove ieri sera a partecipava alla tradizionale cerimonia della Macchina di Santa Rosa, ostenta sicurezza: ''Il mio governo barcolla ma non cade, somiglia molto ai facchini e alla Macchina di Santa Rosa: fatica e barcolla ma non cade mai''. Tornando ai lavori della Giunta che inizieranno il 9 settembre, alcune indiscrezioni fanno riferimento alla possibilita' che dopo la bocciatura della proposta del relatore Augello di inviare gli atti alla Corte costituzionale quest'ultimo possa dimettersi rendendo indispensabile la nomina di un nuovo relatore. Questa ipotesi allungherebbe inevitabilmente i tempi della discussione. Intanto Berlusconi, dopo aver inviato una memoria difensiva alla Giunta, non ha ancora deciso se intervenire o meno in quella sede per spiegare la propria posizione. La strategia difensiva dell'ex premier e' ancora da mettere a punto. Quando nel 2006 la Camera inizio' ad affrontare la questione della decadenza di Cesare Previti, ex ministro della Difesa, dopo la condanna dalla Cassazione a sei anni per corruzione giudiziaria nel caso Imi-Sir, il confronto duro' 14 mesi prima che il deputato del Pdl decidesse di dimettersi da Montecitorio evitando il pronunciamento della Camera. Sul tema della costituzionalita' della Legge Severino che potrebbe rendere non candidabile Berlusconi, c'e' da segnalare la posizione di Annamaria Cancellieri, ministro della giustizia che chiede un supplemento di riflessione: ''Io personalmente non ravvedo profili di incostituzionalita', ma occorre tener presente che in questa direzione si sono espressi giuristi con competenza di gran lunga superiore alla mia, persone di grande pulizia morale e valore tecnico, che stimo moltissimo e sulle quali non ci sono sospetti di partigianeria. Come minimo bisogna rifletterci''. gar/mau

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