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pubblicato il 20/ago/2013 19:53

Berlusconi: Quagliariello, con plotone esecuzione Italia rischia

Berlusconi: Quagliariello, con plotone esecuzione Italia rischia

(ASCA) - Roma, 20 ago - Sul voto che decidera' la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, il ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello, scrive sul Foglio di domani che ''l'auspicio, quasi un appello accorato, e' che nessun pregiudizio, nessun congresso di partito, nessuna tentazione di chiudere con un colpo secco una partita di vent'anni facciano velo a cio' che questo snodo rappresenta per il presente del nostro Paese e per il futuro della nostra democrazia''. Secondo il ministro ''non stiamo discutendo di un fatto personale e privato. Vi sono momenti nei quali dall'interpretazione di una norma di legge passa la sorte di un Paese. Si discuta dunque senza pregiudizi, e si prenda in considerazione anche l'ipotesi che a dire l'ultima parola possa essere la Corte costituzionale. Non ci si lasci ammaliare da sentenze e presunti 'precedenti' che riguardano casi molto diversi, perche' con tutto il rispetto il Parlamento e' il Parlamento e le sentenze non sono temi a piacere'', ha spiegato.

Per il ministro ''se si dovesse trasformare la Giunta del Senato da luogo della meditata ponderazione al teatro di un plotone di esecuzione, il centrodestra avra' il suo dramma da affrontare ma l'Italia non ne uscirebbe indenne''. Quanto all'interpretazione della Legge Severino, il ministro ha sottolineato che ''sta agli uomini e alle donne che siedono in Parlamento la presa d'atto che non di salvacondotti dovra' discutere il Senato, ma del rigore costituzionale e della prima e decisiva applicazione di una legge frettolosa. E che a seconda di come questa legge verra' interpretata - perche' Costituzione alla mano cosi' adamantina oggettivamente non e' - quel po' che resta dello Stato di diritto, dell'equilibrio fra i poteri e della sovranita' del Parlamento potra' essere preservato oppure ulteriormente compromesso. Insomma: anche chi provasse orrore alla sola idea di farsi carico del diritto dei sette milioni di elettori del PdL alla propria leadership - ha concluso - eviti almeno di ripetere l'errore commesso in questi vent'anni, quando ci si e' illusi che dopo aver delegato la sovranita' alla magistratura perche' funzionale a combattere Silvio Berlusconi, un bel giorno si sarebbe potuto fare marcia indietro. La caduta del governo Prodi dovrebbe pur insegnare qualcosa'', ha concluso.

com-brm/mau

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