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pubblicato il 16/apr/2015 20:28

Berlusconi prende tempo su Toscana, scintille con Verdini

Fitto attacca ancora. Leader Fi: sarò a Strasburgo a difendermi

Berlusconi prende tempo su Toscana, scintille con Verdini

Roma, 16 apr. (askanews) - Per sei settimi il quadro è completato. Forza Italia ha scelto i suoi candidati presidente nelle Regioni in cui si vota a fine maggio, compresa la Puglia dove viene confermato l'appoggio ad Adriana Poli Bortone e dunque la guerra aperta a Raffaele Fitto. Il quale replica: il partito sta "giocando a perdere". Resta però anche un altro nodo da sciogliere per il leader azzurro, che è poi quello della Toscana, o per meglio dire del rapporto con Denis Verdini.

All'ora di pranzo il Cavaliere riunisce il comitato elettorale allargato ai coordinatori interessati dalla tornata. Ed è proprio la questione 'fiorentina' quella che occupa il tempo maggiore della discussione. Perché al tavolo di toscani ce ne sono parecchi: il coordinatore Massimo Parisi, il presidente del Comitato Altero Matteoli e anche Giovanni Toti che pur candidato alla regione Liguria resta pur sempre originario di Viareggio. Manca Deborah Bergamini, che non aveva i 'titoli' richiesti per la riunione, mentre c'è Denis Verdini.

Ed è proprio tra lui e Silvio Berlusconi che sono scoccate le scintille. Durante la riunione, infatti, il senatore e il coordinatore Parisi avrebbero mostrato ritagli dei giornali locali in cui si parlava della fine dell'influenza di Verdini in Toscana e del potere ormai tutto nelle mani di Deborah Bergamini, sia nella scelta del presidente che nella composizione delle liste. Non soltanto, perché nello scontro tra Denis e il Cav sarebbe finito in mezzo anche il rapporto con Matteo Renzi. Che il fautore del patto del Nazareno sia favorevole a un riavvicinamento è cosa nota, ma pare che l'ex premier abbia sbottato nel momento in cui il senatore gli ha detto che da quando si è scelta la strada della rottura "Forza Italia è diventata irrilevante".

Di fronte a siffatto scenario si capisce bene come la scelta del nome del candidato a governatore in Toscana, dove gli azzurri e anzi tutto il centrodestra sono chiaramente destinati a perdere, non sia altro che uno specchio della 'guerra' tra fazioni che ormai dilania Forza Italia. Il cerchio magico, infatti, è in pressing perché Berlusconi sciolga la riserva a favore di Massimo Mallegni, mentre Verdini preferirebbe Tommaso Villa. Per questo, Matteoli alla fine avrebbe avanzato l'ipotesi di una 'terza via', quella cioè di confluire su Massimo Mugnai. "Sarebbe un ottima candidatura" dichiara poco dopo la riunione in una nota. Una scelta, quella di mettere il nome nero su bianco, che appare come una forma di pressing: d'altra parte a fine incontro Berlusconi ha lasciato Roma e il timore dei maggiorenti è quello che - rimasto con i più stretti consiglieri - il Cavaliere decida di proporre un nome che sia Verdini che lo stesso Matteoli potrebbero considerare come una dichiarazione di guerra. L'ex premier si è preso altre 24 ore per pensarci su.

Ma, intanto, oggi ha condiviso con i presenti alla riunione la soddisfazione per il fatto di essere finalmente tornato in possesso della sua carta d'identità valida per l'espatrio. "Parteciperò al prossimo vertice del Ppe - ha annunciato - ma soprattutto intendo andare a Strasburgo alla Corte europea per difendermi".

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