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pubblicato il 01/ago/2013 22:43

Berlusconi: Pdl in trincea. A settembre riforma giustizia ma governo trema

Berlusconi: Pdl in trincea. A settembre riforma giustizia ma governo trema

(ASCA)- Roma, 1 ago - Il dispositivo della sentenza della Cassazione sul ricorso di Silvio Berlusconi non dovrebbe avere effetti immediati sul governo ma potrebbe essere seguito da vento di burrasca. Da una parte si conferma infatti la condanna a 4 anni per frode fiscale nel processo Mediaset (tre anni potrebbero risultare indultati), dall'altra si rinvia alla Corte di appello di Milano la seconda parte del verdetto di secondo grado di giudizio: dovra' ridefinire la durata dall'interdizione dai pubblici uffici. La mancata conferma dall'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni rinvia l'ipotesi che la Giunta per le elezioni e l'immunita' del Senato debba affrontare la questione pur se il presidente della stessa, Stefano (M5S) si dice di parere diverso; dal novero delle possibilita' immediate l'ipotesi della messa in discussione dello status di senatore dell'ex premier sembra allontanarsi. Resta pero' aperta la questione dell'esecutivita' della prima parte della sentenza: i carabinieri si presenteranno presso la residenza di Berlusconi? Quest'ultimo fara' chiedere dai suoi avvocati gli arresti domiciliari?. Il Pdl riunisce immediatamente lo stato maggiore a palazzo Grazioli. Filtra la notizia che si sta valutando addirittura se proseguire o meno nella collaborazione di governo con Pd e Scelta civica. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invoca intanto prudenza: ''La strada maestra da seguire e' sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura, che e' chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge. In questa occasione attorno al processo in Cassazione per il caso Mediaset e all'attesa della sentenza, il clima e' stato piu' rispettoso e disteso che in occasione di altri procedimenti in cui era coinvolto l'on. Berlusconi. E penso che cio' sia stato positivo per tutti''. Alle 21,30 il senatore Nitto Francesco Palma, ex ministro della giustizia, rompe il silenzio del Pdl: ''Continuiamo a sostenere il governo. Lo avevamo detto prima e lo ripetiamo ora. Il governo e' nato per servire il Paese''. In un videomessaggio trasmesso intorno alle 22 dalle principali reti televisive, Silvio Berlusconi ha difeso a spada tratta la sua storia giudiziaria e politica. Ha attaccato le frange della magistratura che, ''nel 94 - ha detto - fecero cadere il governo tramite un'assurda accusa di corruzuione conclusasi con una piena assoluzione''. L'ex premier ha poi sottolineato ''la carica di vera e propria violenza che - ha spiegato - mi e' stata riservata a seguito di accuse e processi che non hanno fondamento nella realta'''. Perdipiu', ha osservato Berlusconi, ''sono fiero di aver creato con le mie sole capacita' un grande gruppo editioriale e di aver contribuito alla ricchezza del paese versando miliardi di imposte e offrendo, con le mie televisioni, maggiore liberta' e pluralita' di informazione. Chiederemo agli italiabni - ha concluso il cavaliere - di darci la maggioranza indispensabile e fare la riforma della giustizia per non essere piu' un paese sottoposto all'esercizio assolutamente arbitrario del piu' terribile dei poteri: privare i cittadini della loro liberta'''. Sul versante delle reazioni politiche, Gennaro Migliore, capogruppo di Sel alla Camera, segnala pero' che la conferma della sentenza nella prima parte del dispositivo pone ''un problema di dignita' politica al Pd''. In sostanza, puo' il partito guidato da Guglielmo Epifani continuare nella collaborazione di governo con il Pdl guidato da Berlusconi, ora alle prese con una prima condanna definitiva? Il segretario del Pd, nella sua dichiarazione ufficiale, ribadisce l'esame con ''grande serieta' della sentenza'' che ha intenzione di rispettare ritenendola di ''grande rilevanza''. Epifani auspica la separazione tra l'azione di governo e l'azione giudiziaria ma avverte che il suo partito si adoperera' ''per l'esecuzione della sentenza''. Il che significa il voto favorevole a un eventuale giudizio del Senato, qualora venga coinvolto nel mettere in discussione lo status parlamentare di Berlusconi. Alla Camera e' stata una giornata di tensione nell'attesa della sentenza della Cassazione. Il Pdl ha accusato Pd e Scelta civica di aver fatto un blitz sulle nomine delle presidenze di alcune commissioni bicamerali e delegazioni in assemblee internazionali. Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato, ha convocato i suoi colleghi d'urgenza subito dopo il voto dell'Aula sul decreto Ilva. Da qui la protesta per l'elezione di Federica Mogherini (Pd) a presidente della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare Nato e di Sandro Gozi (Pd) a presidente della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. A Renato Balduzzi, Scelta Civica, e' toccato invece lo scranno piu' alto della Commissione parlamentare per le questioni regionali. Le polemiche sono continuate per l'intero pomeriggio, diventando il preludio di quanto potra' accadere nelle prossime ore. gar-lus/lus

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