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pubblicato il 29/ott/2013 08:31

Berlusconi: Pdl diviso su governo e unito contro la decadenza

Berlusconi: Pdl diviso su governo e unito contro la decadenza

(ASCA) - Roma, 29 ott - ''Abbiamo sempre la speranza che il Pd abbia una posizione che rispetti il principio di non retroattivita' delle norme penali e, comunque, di quelle afflittive''. Lo dichiara Angelino Alfano a margine della presentazione presso il Polo Tuscolano della Polizia di Stato di un nuovo servizio contro il crimine informatico. Il vicepremier non aggiunge altro rispetto alle possibili ripercussioni sul governo nel caso il Senato voti a maggioranza per la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Replica Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd: ''Si ponga fine a manovre dilatorie di vario genere e si voti la decadenza. Per il Pd non ci sono problemi, sia che si tratti di voto segreto o palese''. Sul problema della decadenza di Silvio Berlusconi non c'e' dialogo tra Pd e Pdl. Quest'ultimo, nonostante le divergenze tra lealisti e governativi, resta unito nella difesa del suo leader. Alle 15 torna intanto a riunirsi la Giunta per il regolamento del Senato. Deve decidere le modalita' di voto sulla decadenza di Berlusconi che potrebbe tenersi entro i primi quindici giorni di novembre. Anche oggi potrebbe esserci pero' una fumata nera con il rinvio della decisione ufficiale ad altra riunione. L'altro scenario possibile e' che la Giunta decida di non esprimersi sulla modifica del regolamento lasciando al voto dell'Aula il compito di decidere le modalita' di voto. Sembra tramontata la possibilita' di una modifica del regolamento per rendere obbligatorio il voto palese in casi come quello che riguarda Berlusconi (ipotesi caldeggiata da M5S e Pd). L'orientamento maggioritario sarebbe quello di confermare il voto segreto, prassi adottata in passato quando si trattava di esprimersi su vicende che riguardavano i singoli senatori. Linda Lanzillotta, Scelta Civica, vicepresidente del Senato, il cui voto potrebbe rivelarsi decisivo in Giunta, si e' schierata con Pdl, Lega e Gal (il gruppo Grandi autonomie e liberta') a favore del voto segreto e contro modifiche del regolamento: ''Sono contro le leggi ad personam e anche contro quelle contra personam''. Secondo alcune indiscrezioni, lo stesso Berlusconi potrebbe tuttavia chiedere il voto palese in Aula per evitare imboscate da parte dell'ala governativa del Pdl, convinto che il voto sulla sua decadenza equivale alla resa dei conti dei rapporti con il Pd e con il governo di larghe intese. Dichiara a Radio 24 Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera: ''Le regole dicono voto segreto. Non si cambia il regolamento a partita iniziata. Il Pd ha paura dello scrutinio segreto. Se si votasse, se si votera', quando si votera', a scrutinio segreto e se passasse la liberta' di coscienza, cioe' Berlusconi non decaduto, il Pd si spacca''. Il Pdl resta unito sulla difesa di Berlusconi dal presunto ''accanimento giudiziario'' malgrado le divergenze sul ritorno a Forza Italia e sul destino dell'esecutivo guidato da Enrico Letta. ''I sottoscritti consiglieri nazionali si riconoscono nella leadership di Silvio Berlusconi, ovviamente a cominciare da me. Questo sarebbe il primo rigo di ogni documento che io dovessi sottoscrivere'', dichiara Alfano. Nessuna raccolta di firme percio' da parte dell'ala governativa del Pdl per dimostrare la propria consistenza in vista del Consiglio nazionale fissato all'8 dicembre che dovra' dare via libera alla nuova Forza Italia. Precisa il segretario del Pdl che decadrebbe dal ruolo con la rinascita di Forza Italia: ''Il dubbio non riguarda il ruolo di Berlusconi e l'oggetto del dibattito non e' neanche il nome di Forza Italia, che richiama anni bellissimi. Ci sono altre questioni su cui crediamo si debba discutere a livello nazionale e che porremo all' attenzione dell'opinione pubblica, oltre che del nostro movimento politico nei prossimi giorni''. Per quanto riguarda la leadership del centrodestra nell'eventualita' di elezioni anticipate, arriva l'ennesima smentita di Marina Berlusconi: non ha intenzione di raccogliere l'eredita' politica del padre. Prende posizione pure Barbara Berlusconi con una intervista a Huffington Post: ''La condanna di mio padre e' infame e infamante. E' da tutti riconosciuto come un grande imprenditore, ha creato decine di migliaia di posti di lavoro, ha segnato una fase della storia politica del nostro Paese che non si e' ancora conclusa e non puo' essere considerato un criminale''. Conferma come sua sorella di non avere alcuna intenzione di assumere incarichi politici. gar/sam/

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