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pubblicato il 04/ott/2013 15:53

Berlusconi: Pdl contesta 'Severino', ieri chiedeva ddl anticorruzione

Berlusconi: Pdl contesta 'Severino', ieri chiedeva ddl anticorruzione

(ASCA) - Roma, 4 ott - La Giunta per le elezioni del Senato e' riunita per decidere sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Una decadenza, indipendentemente da quello che sara' il pronunciamento (certo vincolante ma sostanzialmente politico) della Giunta, che poggia i suoi effetti sull'applicazione della legge Severino. Una norma, che prende il nome dall'ex Guardasigilli Paola Severino, che fissa, tra l'altro, l'incandidabilita' per coloro che hanno riportato condanne definitive a pene sopra i due anni di reclusione per delitti non colposi per i quali sia prevista la reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. Inoltre, quando una causa di incandidabilita' sopraggiunga durante il mandato, si verifica la decadenza che deve essere dichiarata dall'assemblea.

La legge e' stata votata il 17 ottobre 2012 dal Senato (256 voti a favore, da Pd, Pdl e Udc piu' Lega Nord) e il 31 ottobre dalla Camera con 480 voti favorevoli (con la stessa suddivisione tra partiti del Senato).

Come si vede, il Pdl, che allora sosteneva il governo guidato da Mario Monti, si espresse piu' o meno compattamente (ci fu qualche astenuto) a favore di questa legge che si muoveva nel solco della legge anticorruzione presentata nel 2010, dall'allora ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Una legge che aveva fra l'altro al suo interno il capitolo dell'incandidabilita', introducendo le 'liste pulite' per i parlamentari. Veniva stabilito che chi ha subito una condanna passata in giudicato per i reati di peculato, malversazione, concussione e corruzione, per 5 anni non puo' candidarsi alla carica di deputato o senatore. Oggi invece e' scontro tra Pd e Pdl, con il partito di centrodestra che chiede l'intervento della Corte Costituzionale per chiarire se la 'Severino' sia applicabile retroattivamente o meno. Il Pd, dal canto suo, vede in questa richiesta il tentativo di ritardare la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Una decadenza che con la condanna definitiva nel processo Mediaset arrivera' in ogni caso quando verra' definita dalla Corte d'Appello di Milano la durata della interdizione del Cavaliere dai pubblici uffici.

fdv/vlm

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