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pubblicato il 30/lug/2013 12:00

Berlusconi/ Parola oggi alla Cassazione,fiato sospeso nel palazzo

Mediaset causa n.11 per la feriale, prima decisione su rinvio

Berlusconi/ Parola oggi alla Cassazione,fiato sospeso nel palazzo

Roma, 30 lug. (askanews) - Dopo previsioni, commenti e scenari praticamente di tutti (Istituzioni, forze politiche, opinione pubbblica, avvocati, esperti) da oggi tocca alla Cassazione parlare - e decidere- sulla conferma o meno della condanna a 4 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici che prima il Tribunale e poi la Corte di Appello di Milano hanno inflitto a Silvio Berlusconi, ritenuto dai giudici di merito responsabile di una frode fiscale per oltre 7 milioni di euro per la creazione di società off shore per il pagamento dei diritti tv di Mediaset. Il Cav non rischia in ogni caso il carcere: tre anni di condanna sono coperti da indulto, l'ultimo fra età e beneifici di legge consisterebbe in arresti domiciliari. L'interdizione dai pubblici uffici (ma probabilmente non prima di settembre) può diventare definitiva. La Cassazione deve giudicare sul processo: confermare la condanna se ritiene corrette procedure seguite e norme di legge applicate, annullarla con o senza rinvio a una diversa sezione della Corte di Appello di Milano, ove certificasse violazioni di legge o procedura sanabili o non sanabili. Ove la decisione fosse quella dell'annullamento con rinvio, il nuovo processo di appello dovrà svolgersi entro il giugno 2014 pena l'estinzione dei termini. La decisione della Cassazione è attesa fra oggi e giovedì. Molto dipenderà dalle scelte della difesa. O meglio delle difese: quella di Berlusconi e quelle degli altri quattro condannati che hanno con lui ricorso alla Suprema Corte. Se anche uno solo di loro chiedesse un rinvio dell'udienza è prassi che venga accordato. Ma se risulteranno fondate le indiscrezioni dal palazzaccio della vigilia che vedono la Cassazione concorde sulla valutazione fatta dai giudici di Milano sull'intervento della prescrizione ai primi di agosto, l'eventuale rinvio della decisione chiesto dalla difesa (il solo che ha l'effetto di congelare il decorso della prescrizione) non servirebbe a spostare la decisione dalla sezione feriale della Cassazione a una ordinaria perchè il giudizio dovrebbe comunque essere espresso entro il 15 settembre. Se questo è per sommi capi il quadro processuale, certamente anche più turbolento è quello politico. Berlusconi e il Pdl continuano ad assicurare che "la sentenza non avrà comuqnue per noi effetti sul governo Letta" e questo ripete anche il premier Ma il pd ha avvertito che "comportamenti sovversivi non saranno tollerati". E i falchi del partito del Cav continuano a prospettare dimissioni di massa dal Parlamento (non dal Governo) in caso di conferma della condanna. Come ancora questa mattina i quotidiani più vicini all'ex premier e alla famiglia preconizzano scenari apocalittici con "manifestazioni di popolo" se detenzione e interdione dei pubblici uffici di Berlusconi fossero resi definitivi dalla Cassazione. Se così davvero dovesse essere, però, è difficile che il 'd-day' nel palazzo sia immediatamente successivo alla decisione degli ermellini di piazza Cavour. Più probabile che avvenga quando il Senato, prima in Giunta immunità e poi in aula a scrutinio segreto, dovesse essere chiamato a votare la presa d'atto della condanna con conseguente decadenza di Berlusconi da parlamentare a causa dell'interdizione dai pubblici uffici. Semprechè. Fatti i suoi conti, non intervengano prima le dimissioni dell'interessato. Cesare Previti, ad esempio, in situazione analoga alla Camera le diede. Ma solo dopo aver fatto votare la Giunta e pochi minuti prima del voto dell'aula. Quando capì, insomma, che nonostante la strenua difesa dei falchi berlusconiani i numeri finali non gli avrebbero salvato il seggio.

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