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pubblicato il 20/giu/2013 12:00

Berlusconi/ Ok Consulta a conflitto per suoi insulti a Di Pietro

Ammesso ricorso, Camera invece ne aveva sancito insindacabiltà.

Berlusconi/ Ok Consulta a conflitto per suoi insulti a Di Pietro

Roma, 20 giu. (askanews) - Nuovo dispiacere dalla Corte Costituzionale a Silvio Berlusconi, a 24 ore dalla decisione sul no alla incostituzionalità per il mancato legittimo impedimento al processo Mediaset. La Consulta ha infatti ammesso il ricorso per conflitto di attribuzioni sollevato dal Giudice di Pace di Viterbo nei confronti della Camera dei deputati che aveva dichiarato la insindicabilità di alcune espressioni non proprio gentili usate da Berlusconi all'indirizzo di Antonio Di Pietro in un suo comizio il 26 Marzo 2008 a Viterbo. Affermazioni per le quali Di Pietro aveva querelato per diffamazione Berlusconi ma che non si erano mai potute tradurre in processo avendo la Camera dei Deputati votato a maggioranza la insindacabilità di quelle parole di Berlusconi, perchè coperte dalla immunità parlamentare. Berlusconi, in particolare, aveva affermato che "Di Pietro si è laureato grazie ai Servizi, perché non è possibile che l'abbia preso uno che parla così l'italiano [?] a Montenero di Bisaccia nessuno sapeva che si stava laureando, nemmeno i suoi genitori [?]". E che Di Pietro "mi fa orrore non tanto perché ha problemi con i congiuntivi, ma perché non rispetta gli altri, ha mandato in galera italiani senza prove [?]". E dunque "ho orrore di Di Pietro che rappresenta il peggio del peggio. Mi fa orrore perché non rispetta le persone, ha mandato in galera italiani senza avere alcuna prova". Il giudice di pace di Viterbo, però, aveva sollevato conflitto di attribuzioni contro la decisione della Camera, sostenendo non potersi far rientrare nell'immunità parlamentare offese personali espresse al di fuori dell'attività parlamentare. Ed oggi la Corte Costitituzionale, rinviando sul merito al futuro giudizio, con la sua ordinanza ha ammesso che il ricorso un fondamento lo ha e dunque il conflitto di attribuzioni dovrà celebrarsi per arrivare a una decisione sul merito. Starà alla Camera difendere le ragioni della difesa a suo tempo votata per le parole di Berlusconi. Dopodichè la Corte Costituzionale, di nuovo, sul Cavaliere si esprimerà.

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