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pubblicato il 12/set/2013 08:30

Berlusconi: nuovo round in Giunta, dubbi solo sui tempi. Torna la tensione nel governo

Berlusconi: nuovo round in Giunta, dubbi solo sui tempi. Torna la tensione nel governo

(ASCA) - Roma, 12 set - E' durata neppure ventiquattr'ore la tregua tra Pd e Pdl nella Giunta per le elezioni del Senato. Nella riunione dell'Ufficio di presidenza di ieri della commissione non c'e' stato accordo sul calendario dei lavori dei prossimi giorni. Non essendoci un'intesa, tocchera' a Dario Stefano, presidente della Giunta, tentare oggi la mediazione: ''In apertura di seduta, cerchero' di fare una proposta di mediazione che ottenga il via libera dalla piu' ampia maggioranza. Le posizioni non sono molto distanti, pertanto penso che si possa arrivare a una decisione condivisa''. E' la sorte dell'esecutivo a preoccupare perche' il Pdl torna a minacciare la crisi nel caso si voti a favore della decadenza di Silvio Berlusconi da senatore come conseguenza della condanna a quattro anni di reclusione per frode fiscale. Ribadisce Stefano: ''La Giunta non puo' farsi condizionare dalle sorti del governo, altrimenti non opererebbe in punta di diritto ma per appartenenza politica''. Giacomo Caliendo, Pdl, vicepresidente della Giunta, aveva proposto di fissare il voto sulla relazione di Andrea Augello, Pdl, non prima di due settimane o al massimo entro venerdi' 20 settembre. Il Pd ha controproposto di votare nei primi giorni della prossima settimana. Il M5S auspicava il voto in tempi brevi e proponeva di far lavorare la Giunta nel weekend. ''L'intenzione di tutti e' quella comunque di votare entro la prossima settimana. Pertanto penso che a un'intesa si possa ancora arrivare'', e' l'opinione di Stefania Pezzopane, Pd. Malgrado i tentativi di mediazione sui tempi di lavoro della Giunta che torna a riunirsi oggi alle 15, il problema e' che non sembra esserci un punto d'incontro politico in grado di accontentare Pdl e Pd. Il partito di Berlusconi continua a sollevare la questione dell'incostituzionalita' della legge Severino che prevede la decadenza e l'incandidabilita' per chi e' condannato per alcune tipologie di reato come la frode fiscale. Da qui la richiesta di attendere il giudizio della Consulta o di una istituzione internazionale, per esempio la Corte europea di giustizia che ha sede a Lussemburgo. Il Pd ha chiuso la porta fin qui a queste ipotesi anche per la forte pressione che secondo alcune indiscrezioni arriverebbe dalla base del partito per evitare ogni tipo di mediazione con il Pdl. Quest'ultimo e' preoccupato che con la decadenza di Berlusconi dal suo ruolo di senatore il leader del centrodestra possa diventare facile preda di nuove inchieste giudiziarie. Dai vertici del Pdl si continua inoltre a ripetere che Berlusconi non si dimettera' per propria iniziativa dal Senato e che l'unica soluzione potrebbe arrivare per iniziativa del Quirinale, con la grazia - che occorre pero' che i famigliari o lo stesso Cavaliere richiedano - o con la commutazione della pena. Dopo il voto in Giunta sulla decadenza di Berlusconi che si prevede arrivera' entro i prossimi dieci giorni, spettera' all'Aula del Senato pronunciarsi. Il Pdl preferirebbe che questo passaggio avvenisse prima del 19 ottobre, quando e' prevista l'udienza della terza sezione della Corte d'Appello per rideterminare la pena accessoria nei confronti di Berlusconi da 5 a 1 o 3 anni, come indicato dalla Cassazione che ha confermato la condanna per frode fiscale. Dichiara da Sanremo, dove e' in corso una iniziativa del ''Giornale'', Angelino Alfano, segretario del Pdl e vicepremier: ''Stanno trattando la vicenda della decadenza del leader del centrodestra italiano come se fosse la finale di Coppa del Mondo, come se dovessero alzare una macabra coppa. Tutto cio' ci pare davvero insopportabile e inaccettabile''. Replica Guglielmo Epifani, segretario del Pd: ''Non si possono rimandare oltre ogni ragione i tempi della Giunta del Senato. In un Paese normale l'applicazione della legge non dovrebbe minare la stabilita' del governo''. Ospite in serata di ''Porta a Porta'' su Raiuno, Matteo Renzi non lascia spazio a mediazioni: ''E' arrivata una sentenza definitiva. Berlusconi la ritiene ingiusta, altri pensano che sia sacrosanta. In un qualsiasi Paese dove un leader politico viene condannato, la partita e' finita. Game over''. Quanto al problema delle ripercussioni sul governo dell' eventuale decisione della Giunta del Senato a favore della decadenza dell'ex premier, il sindaco di Firenze e candidato alla segreteria del Pd precisa: ''Sono certo che Berlusconi non fara' la crisi. In qualsiasi Paese al mondo Berlusconi sarebbe gia' andato a casa di suo, poi e' libero di pensare che e' una ingiustizia. Non so cosa conviene al Pd, ma so che bisogna mettere un punto. Letta deve avere il supporto di tutti e non avere paura. Governi. Si preoccupi di tagliare il cuneo fiscale e di intervenire sulle cose da fare''. gar/lus/rl

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