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pubblicato il 06/apr/2012 13:45

Berlusconi: Non mi ricandido, riforme solo con esecutivo tecnico

Nessun complotto di Francia e Germania, ho guardato a bene Italia

Berlusconi: Non mi ricandido, riforme solo con esecutivo tecnico

Roma, 6 apr. (askanews) - Il futuro politico di Silvio Berlusconi? "Confermo - ha detto il Cavaliere, con il quotidiano israeliano 'Yedioth Ahronoth' - di non avere intenzione di candidarmi per la sesta volta alla guida del governo. Continuerò ad essere il presidente fondatore del Popolo della Libertà e il primo supporter del mio partito. E continuerò a impegnarmi per realizzare in Italia le grandi riforme istituzionali necessarie per la governabilità del Paese". "Ho deciso di lasciare l'imprenditoria e scendere in politica, nel 1994, per scongiurare l'instaurarsi in Italia di un regime comunista e per modernizzare l'Italia. Oggi la priorità è un'altra: è quella di dare allo Stato una architettura istituzionale che lo renda governabile. Con questo governo di tecnici, proprio perché sostenuto sia dalla maggioranza che dall'opposizione, spero sia possibile realizzare quelle riforme che diano al governo italiano gli stessi poteri delle altre democrazie occidentali, che riducano ad una Camera il sistema di approvazione delle leggi, che delimitino infine una revisione dei poteri della Corte Costituzionale", ha aggiunto. A chi gli chiede se oggi siano i mercati a decidere i governi e se si può parlare di un complotto internazionale nei suoi confronti, con un ruolo di Francia e la Germania: "Non c'è stato nessun complotto. La decisione di dimettermi da Presidente del Consiglio è stata frutto di un ragionamento che abbiamo svolto guardando all'esclusivo interesse del Paese. Il mio partito è stato per 18 anni, ed è ancora, il primo partito italiano. Purtroppo, però, il sistema dei poteri dello Stato non ci ha consentito di governare e di realizzare le riforme che sono indispensabili per consentire la governabilità e la modernizzazione del Paese, come quelle dell'architettura istituzionale, del fisco e della giustizia, che finora non sono state realizzate. Solo un governo tecnico sostenuto dalla maggioranza e dalla opposizione può riuscire in questa impresa. Sono orgoglioso di avere avuto il coraggio di quella decisione, alla quale non ero tenuto perché il mio governo godeva e gode ancora della maggioranza in Parlamento e non è mai stato sfiduciato".

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