venerdì 20 gennaio | 19:04
pubblicato il 05/nov/2011 21:07

Berlusconi: Non mi dimetto.Pressing e incubo numeri non bastano.

"E' battaglia civiltà". Apertura a opposizioni, verso no fiducia

Berlusconi: Non mi dimetto.Pressing e incubo numeri non bastano.

Roma, 5 nov. (askanews) - Bisogna aspettare le sei del pomeriggio perché ore di indiscrezioni, contatti frenetici e pessimismo dilagante, vengano derubricati alla voce "pettegolezzi" e "chiacchiere". E' così, infatti, che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, classifica l'ipotesi di sue dimissioni. E non perché la richiesta, per l'ennesima volta, sia arrivata dall'opposizione. Né per rispondere all'autorevole Financial Times che si spinge addirittura a invocare l'Onnipotente purché illumini il Cavaliere nella scelta del passo indietro. Le voci, questa volta, dicono che ad incoraggiarlo a una scelta sarebbero stati i suoi stessi fedelissimi, Angelino Alfano, Denis Verdini e Gianni Letta, nel corso di una difficile riunione ieri sera. Un vertice in cui i più alti dirigenti del Pdl avrebbero spiegato al premier la difficoltà di tenere sotto controllo i numeri della maggioranza e di individuare, ma anche di venire incontro, alla vasta zona grigia dei dissidenti. Al punto da prospettare il rischio di quota 306 alla Camera. A Berlusconi non sarebbe tuttavia stata avanzata una esplicita richiesta di passo indietro. D'altra parte quelle sono parole che semmai il Cavaliere è abituato a sentir pronunciare dalla "propaganda della sinistra", non certo dalla sua cerchia ristretta, ben consapevole di quanto sia, per usare un eufemismo, suscettibile sull'argomento. Tuttavia gli sarebbe stata ventilata la difficoltà di andare avanti in questo modo, insieme a un invito a valutare se non fosse meglio evitare di aspettare l'incidente in Parlamento. Il premier, spiegano, lì per lì, si sarebbe preso quantomeno il tempo per pensarci. Ma oggi sarebbe tornato sui suoi intendimenti originali: verificare i numeri in Parlamento. Martedì si vota sul Resoconto, poi c'è il ddl Stabilità. Le parole ufficiali con cui Berlusconi prova a stoppare lo scenario di una sua fine imminente sono contenute in una nota dal tono che sfiora quasi l'ironia. Con il premier che si dice dispiaciuto di deludere "i nostalgici della Prima Repubblica" abituati ai governi di "11 mesi". "Le responsabilità nei confronti degli elettori e del Paese - sostiene il presidente del Consiglio - impongono a noi e al nostro governo di continuare nella battaglia di civiltà che stiamo conducendo in questo difficile momento di crisi".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Craxi
Berlusconi: mi manca Craxi, è stato vittima di un golpe
Pd
Pd, correnti in tensione su voto subito e leadership Renzi
Pd
Pd, Renzi al Nazareno incontra big del partito
Terremoti
Terremoto, Finocchiaro: stanziati 30 milioni per l'emergenza
Altre sezioni
Salute e Benessere
Asma e Bpco, 15% italiani soffre malattie respiratorie persistenti
Motori
John Lennon, all'asta la sua Mercedes-Benz 230SL Roadster
Enogastronomia
Formaggi, yogurt, mozzarelle: ora obbligatorio indicare l'origine dellatte
Turismo
Via in Uruguay i 40 giorni del carnevale, il più lungo del mondo
Energia e Ambiente
Pericolo estinzione per il 60% di tutte le specie di primati
Moda
Moda Parigi, l'eleganza rilassata dell'uomo Louis Vuitton
Scienza e Innovazione
Spazio: da Cassini primo piano per Dafni, piccola luna di Saturno
TechnoFun
Cyber attacchi, dal 2001 in Italia hackerati 12mila siti web
Sistema Trasporti
Confermato avvio lavori di interconnessione tra Brebemi e A4