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pubblicato il 17/set/2013 12:00

Berlusconi/ Giunta riprende lavori, Stefàno: domani si vota

Leader Pdl potrebbe dimettersi? Giunta deve discutere nel merito

Berlusconi/ Giunta riprende lavori, Stefàno: domani si vota

Roma, 17 set. (askanews) - La Giunta per le elezioni e le immunità del Senato si è riunita questa mattina alle 9.30 per proseguire la discussione generale sulla possibile decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di parlamentare in seguito alla condanna per frode fiscale. "Questa mattina - ha detto il presidente della Giunta, Dario Stefàno (Sel), rispondendo alle domande dei cronisti prima dell'inizio della riunione - con gli ultimi nove interventi concluderemo la discussione generale. Il calendario non si modifica, domani sera è previsto il voto". Quanto all'ipotesi che Berlusconi rinunci spontaneamente al seggio, "io non posso - ha commentato Stefàno - farmi distrarre da notizie o indiscrezioni giornalistiche. Noi andiamo avanti nel merito per districare la matassa". Il capogruppo M5S in Giunta, Mario Giarrusso, è scettico: "Non so se Berlusconi sia capace di un gesto che sarebbe utile al Paese, questa tragica sceneggiata va avanti da troppo tempo. Per me dovrebbe andarsene in silenzio, come accade altrove". Per Stefania Pezzopane del Pd le dimissioni da senatore di Berlusconi "sarebbero una mossa giusta, avrebbe dovuto farla già all'indomani della sentenza come segno di responsabilità nei confronti del Paese, del Parlamento e delle leggi dello Stato". Vi toglierebbe dall'imbarazzo? "L'imbarazzo lo risolverebbe per se stesso - ha risposto ai giornalisti l'esponente democratica - sta facendo un braccio di ferro col Parlamento privo di senso". Il voto sulla relazione di Andrea Augello (Pdl), che ha proposto la convalida del seggio di senatore per il leader del suo partito, ipotizzando che la Giunta chieda alla Corte costituzionale o alla Corte europea di Lussemburgo "lumi" sulla legge Severino, che determina la decadenza di Berlusconi, non concluderà la procedura. Di fronte alla prevista bocciatura della proposta di Augello (Pd-M5S-Sc, favorevoli alla decadenza, hanno 13 voti certi, maggioranza nell'organismo composto da 23 senatori), Stefàno dovrà individuare un nuovo relatore e convocare poi, a dieci giorni di distanza, la seduta pubblica di "contestazione" della carica parlamentare, nella quale Berlusconi in persona o i suoi legali potranno portare nuove ragioni contro la decadenza. Poi la Giunta si riunirà in camera di consiglio per deliberare e passerà la pratica al presidente del senato Pietro Grasso che dovrà calendarizzarla per l'aula. "Noi chiediamo la modifica del regolamento per escludere il voto segreto in aula - ha ribadito Giarrusso - se altri gruppi politici la condividono Grasso non potrà che prenderne atto".

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