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pubblicato il 22/nov/2013 08:38

Berlusconi: Forza Italia verso l'opposizione, ''e' un perseguitato'

Berlusconi: Forza Italia verso l'opposizione, ''e' un perseguitato'

(ASCA) - Roma, 22 nov - Riunione ieri sera nella sede di Forza Italia in piazza in Lucina con Silvio Berlusconi. La diffusione delle motivazioni della sentenza del ''processo Ruby'' contro il Cavaliere confermano, secondo i dirigenti del partito, la persecuzione giudiziaria contro il loro leader. Nell'incontro si e' tornati a discutere del problema della decadenza di Berlusconi e di chi dovra' diventare capogruppo al Senato (sono in pole position Altero Matteoli, Paolo Romani e Annamaria Bernini; sarebbe stata scartata definitivamente l'idea di collocare in quel ruolo lo stesso Berlusconi). A preoccupare intanto e' il calendario dei lavori di palazzo Madama che conferma il voto sulla decadenza a mercoledi' prossimo, 27 novembre. Berlusconi e' intenzionato a pronunciare un discorso che punti l'indice contro la magistratura, che lo perseguiterebbe da quando ha deciso di fare politica, e contro il Pd, che ha rifiutato ogni mediazione sul tema della decadenza, malgrado le larghe intese di governo: inevitabile l'indicazione del passaggio all'opposizione. Nel corso della riunione si e' confermata la linea di Forza Italia nei confronti della legge di stabilita' in discussione al Senato: se non ci saranno profonde modifiche al testo (a iniziare da meno tasse), il partito votera' contro e passera' all'opposizione. Quanto ai problemi giudiziari di Berlusconi, la preoccupazione che serpeggia in Forza Italia e' che dopo l'eventuale decadenza da senatore il leader del centrodestra possa diventare oggetto di nuove inchieste che possano prevedere anche l'arresto dell'ex premier. Da qui la scelta di alzare il livello dello scontro con il Pd, ritenendo oramai impossibile la collaborazione di governo con chi non fa nulla per evitare che Berlusconi decada dal suo ruolo parlamentare. Secondo Maurizio Gasparri, il dispositivo della sentenza contro Berlusconi nel cosiddetto processo Ruby conferma ''una condanna basata su supposizioni, su pregiudizi, non avallata da alcuna prova, riferita a fatti mai accaduti e anzi ampiamente smentiti dagli stessi testi''. Conclude il vicepresidente del Senato: ''La magistratura che guarda dal buco della serratura e ha una chiara impostazione ideologica nuoce gravemente a tutto il sistema giustizia che va ancora con maggiore urgenza riformato''. La difesa giudiziaria e' affidata agli avvocati Niccolo' Ghedini e Piero Longo: ''Non sara' possibile confermare questa sentenza nei gradi successivi di giudizio. La sentenza e' surreale e in totale contrasto con gli elementi probatori, con la logica e i fondamentali principi del diritto e con la giurisprudenza della Corte di Cassazione''. Per i due avvocati, ''la condanna a sette anni di reclusione in un processo dove tutte le asserite persone offese ne attestano l'innocenza, compresi i funzionari di pubblica sicurezza, e' davvero un fatto che poteva accadere soltanto a Berlusconi''. Piena solidarieta' al Cavaliere arriva dal Nuovo Centro Destra che continua a separare i problemi giudiziari dell'ex premier dal destino degli equilibri di governo. Dichiara Renato Schifani, ex capogruppo del Pdl al Senato: ''Il dispositivo della sentenza disegna un'identita' e una personalita' di Berlusconi completamente diversa da quella reale che abbiamo avuto modo di conoscere in tutti questi anni. Siamo certi che il castello accusatorio non trovera' conferma negli ulteriori gradi di giudizio. Siamo certi che il castello accusatorio non trovera' conferma negli ulteriori gradi di giudizio''. Il vicepremier Angelino Alfano conferma la propria solidarieta' nei confronti di Berlusconi: ''Abbiamo ritenuto ingiusta la condanna e ribadiamo il giudizio dopo le motivazioni''. Il ministro Maurizio Lupi chiede al Pd di non votare a favore della decadenza di Berlusconi. Il giudizio del Pd e' affidato a Danilo Leva, responsabile Giustizia del partito: ''Solita giostra di accuse per difendere uno solo. Solita giostra fatta di aggressioni alla magistratura, con la consueta insofferenza nei confronti della legge. Ci si difende nei processi e nelle aule dei tribunali, non cercando di distruggere il sistema giudiziario''. gar/sam/

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