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pubblicato il 28/nov/2013 17:49

Berlusconi: Fini, no vittima. Ha sbagliato, cerchi di pagare...(1 upd)

(ASCA) - Roma, 28 nov - ''Se sono disposto a dare a Silvio Berlusconi la mia solidarieta' umana? Non capisco cosa voglia dire. Non sono lieto se qualcuno viene condannato, posso essere umanamente dispiaciuto. Ma uno dei principi in democrazia e' che chi sbaglia paga, senza la giustizia non c'e' vivere civile. E Berlusconi non e' una vittima, non e' un perseguitato. C'e' in me amarezza, questo si', per vent'anni che si chiudono in questo modo. Ma si dovrebbe prenderne atto con la maggiore serenita' possibile. E con dignita', se se ne ha''. E' quanto afferma l'ex presidente della Camera, ed ex alleato del Cavaliere, Gianfranco Fini in un'intervista all'Espresso. Berlusconi nel '94, racconta Fini, ''aveva un progetto che lo ha accompagnato sempre piu' stancamente per vent'anni: riunire i moderati. Lo ripete oggi, eppure - dice - nessuno e' piu' lontano di lui da un'immagine di moderazione. Di quella rivoluzione liberale resta ben poco. Spero che almeno resti l'unica vera, positiva innovazione del ventennio: i governi che si fanno nelle urne e non nelle aule parlamentari. E' una conquista che oggi e' minacciata''.

A un certo punto Berlusconi ha radicalizzato le sue posizioni e ''non so - chiarisce l'ex presidente di Montecitorio - se sia mai esistito un Berlusconi uno e un Berlusconi due. Finche' e' stato il capo di una coalizione con tre o quattro soggetti, oltre a me c'erano Bossi e Casini, ha dovuto mantenere un equilibrio''. Poi, ricorda Fini, ''io feci l'errore capitale di entrare nel Pdl, non avevo piu' un partito mio. Berlusconi divento' il leader dell'unico partito-coalizione. L'autoconsiderazione non gli era mai mancata, ma da quel momento si senti' di poter disporre, ordinare senza salvare le forme. L'ufficio di presidenza del Pdl ha votato una sola volta, per espellermi dal partito, con un comunicato di stampo leninista. Fui accusato di deviazionismo''.

Per Fini verra' il momento di discutere su che cos'e' stato il berlusconismo: ''Una certa attitudine degli italiani a reclamare i diritti e a dimenticare i doveri, una certa furbizia, uno scarso senso dello Stato, il prevalere dell'egoismo sulla solidarieta' verso cui Berlusconi mostrava comprensione e che non scomparira' con lui. Berlusconi - rileva Fini - continua ad avere consenso perche' agli italiani le vittime finiscono per piacere, meglio di lui a fare la vittima nessuno. Agli italiani piace il derby permanente, i guelfi e i ghibellini e la sinistra - afferma - ha sempre fatto l'errore di bollare Berlusconi come la radice di tutti i mali, il Caimano. Infine, per quanto ripetitivi, alcuni slogan hanno ancora presa: c'e' un' Italia che ha creduto a Berlusconi quando ha promesso di restituire l'Imu''.

red-fdv

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