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pubblicato il 07/ago/2013 12:18

Berlusconi: Esposito ribadisce, intervista 'Mattino' manipolata (1 Upd)

(ASCA) - Roma, 7 ago - Il giudice Antonio Esposito ''ribadisce la manipolazione del contenuto dell'intervista dalla quale, per espresso divieto, sicuramente risultante dalla registrazione, dovevano essere escluse del tutto domande relative al merito della decisione'' della Cassazione sul processo Mediaset. Lo sottolinea in una nota, a proposito delle polemiche scatenate dall'intervista rilasciata ieri al 'Mattino', lo stesso presidente della sezione feriale della Suprema Corte che ha confermato la condanna a quattro anni per frode fiscale a Silvio Berlusconi nell'ambito del processo Mediaset e ha chiesto alla Corte d'Appello di ridefinare la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici.

''A seguito dell'ascolto dei pochi minuti di registrazione mandati in onda ieri sera, il dr. Esposito, - si legge nella nota - che naturalmente non e' in possesso della registrazione della conversazione (effettuata a sua insaputa), ma solo del testo definitivo dell'intervista che il giornalista si era impegnato a pubblicare solo a seguito del benestare del dr. Esposito, concessogli alle h. 20,00 del 5/8/2013 dopo che alle h. 19,30 gli era pervenuto via fax il testo da pubbl icare - si ritiene di poter cosi' definitivamente puntualizzare una vicenda ampiamente strumentalizzata''.

''Il giornalista - si legge nella nota del magistrato - nel riportare nell'articolo pubblicato il colloquio con il dr. Esposito circa il tema generico se un imputato puo' essere condannato sulla base del principio 'non poteva non sapere', ha fittiziament e inserito nell'articolo la domanda che, per come risulta dalla registrazione mandata in onda, non e' stata mai rivolta al dr. Esposito: 'Non e' questo il motivo per cui si e' giunti alla condanna? E quale e' allora?' Eseguita questa scorretta operazione di inserire nell'articolo una domanda proprio sul processo, mai, invece, formulata, il giornalista ha, poi, strumentalmente 'agganciato' - e fatto risultare come risposta del dr.

Esposito ad una specifica domanda sul processo mai rivoltagli - parte del discorso del tutto generico sui 'non poteva non sapere', discorso che, per come risulta dalla registrazione messa in onda, e' molto piu' ampio di quanto riportato nell'articolo, tant'e' che il dr. Esposito non ne ricordava piu' tutti i particolari anche perche' - e la questione e' dirimente - tale domanda e la supposta risposta che non era risposta ad alcuna domanda non erano riportate nel testo dell'intervista concordato per la pubblicazione ed inviato, 2 come gia' detto, via fax al dr. Esposito alle h. 19.30 del 5/8/2013 per il suo benestare, cui era stata espressamente subordinata la pubblicazione''.

Il comunicato del giudice Antonio Esposito aggiunge: ''Manipolato cosi' il testo con l'inserimento della domanda sul processo e specificatamente sull'esito, il giornalista ha potuto affermare inveritieramente in prima pagina che il Presidente della Corte spiegava la sentenza e di ''sparare'', sempre in prima pagina - e questo era il suo vero fine - il titolo, a caratteri cubitali virgolettato (e, quindi, al dr.

Esposito attribuibile) ''condannato perche' sapeva'' e, in seconda pagina, sempre a caratteri cubitali, altro titolo sempre virgolettato (e, quindi, sempre al dr. Esposito attribuibile) ''Berlusconi condannato perche' sapeva, non perche' non poteva non sapere''.

''E' facile constatare - aggiunge la nota - che, come risulta dalla registrazione mandata in onda, tali espressioni attribuite al dr. Esposito, non sono mai state dallo stesso pronunziate. Si ribadisce ancora la manipolazione del testo dell'intervista, concordato e da pubblicare, inviato dal giornalista al dr. Esposito via fax alle h. 19.30 del 5/7/201 3 (che si allega al presente comunicato), manipolazione avvenuta con l'inserimento, in sede di pubblicazione sia della domanda, mai rivolta, 'non e' questo il motivo per cui si e' giunti alla condanna? E quale e' allora?', sia della espressione attribuita al dr. Esposito: 'Berlusconi condannato perche' sapeva, non perche' non poteva non sapere', frase mai pronunziata nel corso del colloquio telefonico dal dr. Esposito. E' agevole, quindi, constatare come il dr. Esposito non abbia spiegato in alcun modo la sentenza di condanna gia' pronunziata'', conclude la nota.

com-ceg/mar/rl

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