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pubblicato il 18/ott/2013 11:58

Berlusconi: domani udienza a Milano su ricalcolo interdizione

Berlusconi: domani udienza a Milano su ricalcolo interdizione

(ASCA) - Milano, 18 ott - Manca ancora un tassello per mettere la parola fine al processo sui diritti tv di Mediaset. Anche se Silvio Berlusconi e' stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione, bisogna comunque ricalcolare la pena accessoria. Lo hanno stabilito gli stessi giudici in ermellino di Piazza Cavour nel loro verdetto a carico dell'ex presidente del consiglio.

Cosi' si riparte da Milano, dove domani andra' in scena l'ultima costola del processo sulle irregolarita' commesse da Mediaset nella compravendita dei diritti televisivi all'estero. Compito dei giudici della Corte d'Appello, presieduti da Arturno Soprano, e' esclusivamente quello di fissare la durata temporale dell'interdizione dai pubblici uffici per il leader del Pdl. In poche parole, dovranno stabilire per quanto tempo Berlusconi dovra' rimanere fuori dalla vita politica (e restare estromesso da ogni altro pubblico esercizio) del Paese. Non piu' 5 anni, come stabilito dai giudici di primo e secondo grado applicando la normativa ordinaria. La Suprema Corte, nella sentenza del 1 agosto scorso, ha infatti decretato che la pena accessoria dovra' essere riconteggiata sulla base del diritto tributario: codice alla mano, si va da un minimo di un anno a un massimo di tre anni.

La decisione potrebbe arrivare gia' domani. L'udienza prendera' il via di prima mattina. Dopo la costituzione delle parti e la relazione di uno dei giudici, il collegio dara' la parola alla pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore generale Laura Bertole' Viale. Poi tocchera' agli avvocati di Berlusconi intervenire per le arringhe difensive.

Probabile, per non dire scontato, che Niccolo' Ghedini e Franco Coppi chiederanno il minimo della pena. Infine i giudici si ritireranno in camera di consiglio per il verdetto. Si prevede una procedura abbastanza celere che, fanno notare in ambienti giudiziari milanesi, dovrebbe esaurirsi nello spazio di un'udienza. Al massimo, in caso di colpi di scena, non si andra' oltre il sabato successivo. La sentenza della Corte d'Appello di Milano potra' essere poi impugnata in Cassazione. Soltanto una volta diventata definitiva con il suggello della Suprema Corte, la pena diventera' esecutiva e per Berlusconi potra' scattare - dopo il via libera 'politico' di giunta e aula del Senato - l'interdizione dai pubblici uffici.

Interdizione che - e' bene precisarlo - non ha nulla a che vedere con la decadenza di Berlusconi gia' votata dalla maggioranza dei senatori della Giunta immunita' e ora destinata al voto dell'aula di Palazzo Madama. Perche' in quest'ultimo caso i senatori affermeranno, attraverso il loro voto, la applicabilita' della legge Monti-Severino (che prevede incandidabilita' e decadenza per i politici con condanne penali superiori ai 2 anni), senza necessita' di ricorso alla Corte costituzionale.

fcz/mar

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