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pubblicato il 08/lug/2015 20:46

Berlusconi condannato a 3 anni per la compravendita dei senatori

E a 5 di interdizione. Prodi: "Sarei ancora premier...".Fi insorge

Berlusconi condannato a 3 anni per la compravendita dei senatori

Roma, 8 lug. (askanews) - Arriva un'altra condanna per Silvio Berlusconi. Stavolta dal tribunale di Napoli, nell'ambito del processo per la "compravendita" del senatore De Gregorio, che abbandonò la maggioranza che sosteneva l'allora premier Romano Prodi. Che dopo la sentenza commenta: "Si sentivano voci su quanto stava accadendo, se ne avessi avuto la certezza sarei ancora presidente del Consiglio". L'ex premier non si è però costituito parte lesa nel processo "perché ritengo che sia stata lesa la democrazia e non la mia persona".

Al termine di una camera di consiglio durata quasi otto ore, la sentenza - primo grado, e la prescrizione potrebbe scattare a novembre - condanna il leader di Fi a tre anni di reclusione, con l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Tre anni di reclusione anche per l'ex direttore de L'Avanti Valter Lavitola. La prima sezione penale del tribunale partenopeo ha, dunque, accolto la tesi avanzata dalla Procura che aveva chiesto, per l'ex presidente del Consiglio, cinque anni di reclusione e quattro anni e quattro mesi per l'ex direttore del quotidiano L'Avanti. Il reato contestato a entrambi gli imputati è concorso in corruzione per aver pagato, tra il 2006 e il 2008, attraverso Valter Lavitola, l'ex senatore Sergio De Gregorio, eletto nelle fila dell'Italia dei Valori e poi passato con il centrodestra. L'obiettivo, secondo quanto ricostruito dai magistrati, era far cadere il governo guidato da Romano Prodi nell'ambito della cosiddetta "Operazione libertà". Il terzo imputato nel processo, lo stesso ex parlamentare De Gregorio che, con le sue dichiarazioni aveva dato il via alle indagini, ha patteggiato in precedenza la pena a un anno e otto mesi di reclusione.

Gli avvocati dell'ex Cavaliere, Michele Cerabona e Niccolò Ghedini e i legali di Forza Italia, Franco Coppi e Bruno La Rosa, hanno insistito più volte sull'insindacabilità dei voti dei parlamentari ribadendo, inoltre, che non vi è alcuna traccia dei due milioni di euro che Berlusconi avrebbe versato a De Gregorio in contanti. Un milione di euro, invece, sarebbe stato elargito in quanto finanziamento politico. Dopo il verdetto, Ghedini ha parlato di "sentenza clamorosamente ingiusta e ingiustificata", ricordando che il processo si prescriverà il prossimo 6 novembre e auspicando comunque che la Corte d'Appello assolva il suo assistito nel merito. Forza Italia è insorta: "processo politico, condanna ingiusta" hanno denunciato in coro i parlamentari azzurri.

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