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pubblicato il 18/giu/2013 09:05

Berlusconi: Cancellieri, sentenze non influiranno su tenuta governo

Berlusconi: Cancellieri, sentenze non influiranno su tenuta governo

(ASCA) - Roma, 18 giu - Gli ''esiti delle sentenze'' che riguardano Silvio Berlusconi ''non dovrebbero influire sulla tenuta del governo''. Ne e' convinta il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, intervistata oggi dalla Repubblica. Dalle pagine del quotidiano romano, il ministro ha sottolineato che ''sicuramente andiamo incontro a un momento molto delicato. Ciononostante sono serena, perche' penso che questo governo e' nato dalla volonta' di fare cose utili per il Paese in un momento di straordinaria difficolta'. Ritengo predomini la necessita' di dare risposte ai cittadini, affrontando le tematiche piu' urgenti e piu' pressanti per loro che ci impongono di andare avanti comunque. Penso che anche gli altri colleghi siano d'accordo, per cui alla fine quello che accadra' non dovrebbe influire sulla vita del governo''. Ad ogni modo ''ho detto cento volte che le sentenze vanno rispettate senza fare distinzione fra quelle che piacciono e quelle che non piacciono''. Quanto alla possibilita' di nuovo proteste da parte di esponenti del Pdl, come successo a Brescia, Cancellieri ha spiegato che ''La cosa fondamentale e' che il ministro della Giustizia faccia il Ministro della Giustizia e svolga la sua attivita' nel pieno rispetto della Costituzione e delle leggi dello Stato. Io non temo di assumermi le mie responsabilita' ma devono essere quelle del Guardasigilli. Che vuole svolgere il suo compito super partes''.

Affrontato il capito relativo all'ex premier, il ministro Cancellieri ha spiegato che la manovra sulle carceri non si eusarisce con 3-4 mila posti letto in piu' ma che anzi ''bisogna depenalizzare, perche' in Italia chi da' in autobus false generalita' rischia fino a sei anni, la stessa pena di chi stampa moneta falsa. Servono sanzioni amministrative. Poi bisogna puntare sulle misure alternative, perche' chi commette un reato non grave non deve per forza finire in carcere''. Anche perche' la situazione rimane difficile: ''Non bastano letti in piu', servono carceri alternative per chi non e' pericoloso in cui il detenuto possa lavorare e svolgere attivita' sociale''.

Accanto a questo il ministro e' impegnato per creare ''un circuito di detenuti non pericolosi da sistemare in caserme distribuite in varie regioni. Ne abbiamo gia' individuate una decina da ristrutturare in tempi rapidi senza grossi investimenti''.

brm/sam

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