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pubblicato il 26/ago/2013 09:40

Berlusconi: Caldoro, se non lo difendiamo veniamo spazzati via

(ASCA) - Napoli, 26 ago - ''Nessuno si illuda. Se non difendiamo Berlusconi veniamo spazzati via con lui. Esattamente come avvenne con Craxi''. Ne e' convinto Stefano Caldoro, presidente della Campania, formazione socialista e cofondatore del Pdl. In un'intervista rilasciata a ''Il Giornale', Caldoro commenta il parallelismo fra i fatti del '92 (vissuti in prima persona da parlamentare del Psi e tra i pochi non inquisiti) che stravolsero lo scenario politico mettendo fine alla prima repubblica e quelli di oggi scaturiti dalla condanna del leader del Pdl. ''Il Psi fece il tragico errore di dividersi e non difendere la leadership - e' la riflessione di Caldoro - Le uniche cose che non devi fare in una situazione di quel genere''. Quanto alle analogie fra i fatti di oltre venti anni fa e quelli attuali, il governatore ritiene ce ne siano ''molte.

Ma le situazioni non sono simmetriche. Craxi era molto piu' debole politicamente rispetto a Berlusconi, aveva iniziato a perdere consenso. L'avvento della Lega aveva provocato una forte erosione nei ceti produttivi del Nord fino ad allora rappresentati dal Psi''. Maggiori analogie, invece, sulla dinamica interna al partito con la divisione tra 'falchi' e 'colombe'. ''Se quando sei sotto attacco ti dividi diventi vulnerabile - sottolinea Caldoro - Nel Psi quelli che qualche mese prima erano fedelissimi non si sono trovati piu', compresi i supercraxiani. Quindi o tutti, falchi e colombe, lottiamo per l'agibilita' politica, oppure il Pdl non sopravvivera' a Berlusconi''. E alla domanda se sia giusto collegare l'agibilita' politica di Berlusconi alla tenuta del governo, il presidente risponde: ''Qualcuno puo' davvero pensare che non garantire agibilita' al leader dei moderati che ha appena pareggiato le elezioni non abbia ripercussioni sul governo'? Su, siamo seri. Berlusconi rappresenta milioni di cittadini che lo hanno votato sei mesi fa. E a lui, attraverso l'applicazione di una pena accessoria, il Pd pretende di togliere i diritti politici'? Il nostro non e' un diktat, e' una banale conseguenza.

Stiamo parlando dell'agibilita' di un'intera area, non solo di Berlusconi''.

dqu/lus

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