martedì 24 gennaio | 12:41
pubblicato il 09/set/2013 11:02

Berlusconi: Brunetta, tutti i motivi di espulsione scorretta (Giornale)

Berlusconi: Brunetta, tutti i motivi di espulsione scorretta (Giornale)

(ASCA) - Roma, 9 set - ''Vorrei cercare di mettere in fila i principali argomenti che si sono confrontati in queste settimane a proposito della decadenza di Berlusconi, e riassumere ai lettori gli argomenti di diritto che riteniamo possano essere avanzati a favore della inapplicabilita' della cosiddetta legge Severino alla vicenda del leader di uno dei piu' importanti movimenti politici italiani''. Cosi' il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, in un intervento sul quotidiano 'Il Giornale'.

''Procedero' schematicamente per punti - prosegue Brunetta - Il primo argomento recita 'le sentenze si applicano, non e' ammissibile un quarto grado di giudizio'. Questa tesi e' la classica affermazione ad effetto con finalita' retoriche.

E, infatti, essa non puo' che venire condivisa da chiunque.

Peccato che non c'entra nulla con il nostro problema. La giunta del Senato, infatti, non puo' e non deve riesaminare i fatti affrontati nel processo conclusosi (in parte) con la sentenza del 1* agosto''. ''Secondo argomento: ''La legge e' uguale per tutti'.

Altra affermazione ad effetto retorico - dichiara l'esponente del Pdl - Verrebbe da rispondere ''Appunto!'. Perche' se e' vero che la legge e' uguale per tutti, e' altrettanto vero che chiunque si trovi a subire l'applicazione di una legge che ritiene incostituzionale e illegittima (come in questo caso) ha il diritto (uguale per tutti) di contestarne la legittimita' davanti agli organi, in primis la Corte costituzionale''.

E ancora: ''Terzo argomento: ''Quella legge l'hanno voluta tutti, tant'e' vero che hanno persino rinunziato a candidare coloro che erano stati condannati, come fanno a rimangiarsela adesso?'.Questo argomento e' molto suggestivo, ma non convince per tanti motivi. Innanzitutto cio' che si e' convintamente approvato e' una legge, non una delle sue possibili interpretazioni (quella che la vorrebbe retroattiva). Peraltro nella legge delega approvata dal Parlamento non c'era traccia di retroattivita'. E' stato il governo che ha inserito una norma che, facendo salve le ipotesi di patteggiamento, indirettamente affermava una forma di retroattivita'''.

''Ultimo argomento: ''Ma la causa di incandidabilita' non e' una sanzione, ne' penale, ne' amministrativa, ne' di altro tipo. E' solo un requisito negativo per godere dell'elettorato passivo'. ''Contro questo argomento si possono formulare due obiezioni - dice Brunetta - La prima e' quella espressa, tra gli altri, da due insigni giuristi, Marcello Gallo (che e' anche accademico dei Lincei) e Gaetano Insolera, sul Corriere della Sera del 3 settembre scorso.

Essi affermano infatti che il fatto che l'incandidabilita' riguardi uno status non esclude che sia effetto di una sanzione, perche' anzi ''ogni sanzione si traduce nella riduzione della capacita' di diritto e della capacita' di agire'. In secondo luogo, la giurisprudenza piu' cospicua, ben oltre il singolo caso Miniscalco', riguarda per esempio i requisiti per il rinnovo e la conservazione del permesso di soggiorno degli stranieri extracomunitari''. ''La legge prevede, infatti, l'ipotesi in cui chi sia stato condannato non possa ottenere o perda il permesso di soggiorno (''decada' cioe' dal possesso di tale titolo).

Ebbene, il Consiglio di Stato ha costantemente affermato che tale ''decadenza' non possa applicarsi a reati commessi prima dell' entrata in vigore della legge che la prevede. E questo perche' ''in caso di reati commessi prima dell'entrata in vigore di detta disposizione, l'autore del reato non era in grado di conoscere le gravi conseguenze derivanti dalla propria condotta'''. ''Mi domando allora, perche' un tale principio di minima civilta' giuridica deve - giustamente - applicarsi ai cittadini extracomunitari che chiedono il permesso di soggiorno e non debbono applicarsi a un parlamentare della Repubblica'', conclude Brunetta. com/sgr/sam

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