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pubblicato il 12/apr/2013 12:00

Berlusconi/ bene un Pd al Colle ma con larghe intese

A Repubblica:no salvacondotto,per processi mi affido a Cassazione

Berlusconi/ bene un Pd al Colle ma con larghe intese

Roma, 12 apr. (askanews) - Il leader del Pdl Silvio Berlusconi smentisce l'esistenza di un'ipotesi di scambio tra uno strumento giuridico per archiviare i suoi processi e un'intesa col centrosinistra per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. E ammette - in un'intervista al quotidiano "La Repubblica" - che una disponibilità a votare un rappresentante del Pd, compreso Pierluigi Bersani, per il Colle non è venuta meno. Ma ad una condizione: "Poi si deve fare insieme un governo di larghe intese". "Un'amnistia? Non ne ho mai sentito parlare. Io, ormai, a questi patti - afferma Berlusconi - non credo più. Il mio giudice a Berlino è la Corte di Cassazione". In questi giorni, però, la possibilità dell'amnistia è stata spesso associata all'intesa per il successore di Napolitano. "Ma io è la prima volta che ne sento parlare. un'ipotesi - aggiunge il leader del Pdl - di cui non ho mai discusso con nessuno. E poi io in queste settimane ho solo incontrato Bersani tra gli uomini della sinistra. In quella riunione abbiamo ragionato su quel sta succedendo in questo Paese, sicuramente del Quirinale. E basta". Ma se questa eventualità si concretizzasse, lei accetterebbe? "Guardi - risponde - l'amnistia è indigesta a tutti. La gente non sarebbe d'accordo. Sarebbe un modo per far arrabbiare ancora di più i cittadini". Nelle ultime ore sembra emergere una "rosa" con le candidature di Finocchiaro, Amato, Marini e Grasso. Lei chi preferirebbe? Ripeto: a noi - afferma Berlusconi - non hanno ufficializzato alcun nome. Ci hanno detto che ci presenteranno una rosa, quando lo faranno allora decidere- mo. Al momento non sono in grado di dire altro. Dobbiamo aspettare che ci presentino queste opzioni . Ma un'intesa su un presidente della Repubblica di centrosinistra deve comportare la nascita di un governo di larghe intese? Certo, questo è chiaro . una condizione ineliminabile? Se concordiamo una strada per il Quirinale - risponde Berlusconi - anche sull'altro lato dobbiamo trovare un raccordo in un esecutivo di larghe intese, con ministri scelti insieme. Altrimenti niente. Un governo balleri- no, sostenuto da qualche gruppetto non avrebbe la forza di assumere i prov- vedimenti di cui il Paese ha bisogno per salvare l'economia e per trattare in Europa tutto quello che si deve modificare ne- gli accordi dell'Ue. Perché la situazione è drammatica e nes- suno può far finta di niente. Se in- vece si va appresso ai grillini... .

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