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pubblicato il 05/giu/2013 12:00

Berlusconi assicura fedeltà governo. E rilancia presidenzialismo

Cavaliere: Sostegno nonostante processi. Ma 'pesa' Consulta

Berlusconi assicura fedeltà governo. E rilancia presidenzialismo

Roma, 5 giu. (askanews) - Silvio Berlusconi continua a mantenere il profilo da statista. Nonostante la sua testa sia quasi completamente concentrata sui processi - e su quello che considera un assedio giudiziario fatto per eliminarlo dalla scena politica - il Cavaliere ribadisce l'appoggio al governo. L'occasione sono una serie di interviste registrate a sostegno di Gianni Alemanno in vista del ballottaggio. Dichiarazioni registrate ieri pomeriggio ma che appaiono anche come una risposta indiretta al segretario del Pd, Guglielmo Epifani, che oggi definisce le fibrillazioni interne al Pdl come eventuale mina alla stabilità. Berlusconi, invece, rivendica il merito di aver contribuito a "mettere insieme il centrodestra e il centrosinistra ponendo fine a una lunga guerra fredda" e arriva anche a definire l'esecutivo "forte". "Nonostante tutto quello che mi è stato buttato addosso in ambito giudiziario, abbiamo mantenuto il timone dritto, sostenendo questo governo - insiste - in cui abbiamo riposto molte speranze e che è frutto finalmente dopo tanti anni di collaborazione tra centrodestra e centrosinistra". Ma il Cavaliere pone comunque dei paletti all'azione di Letta, invitandolo a rimandare al mittente i "diktat" dell'Europa e incalzandolo a varare "entro l'estate" provvedimenti che definisce "indispensabili per rilanciare l'economia e ridare fiducia a imprenditori e famiglie". Che poi sono sempre gli stessi: abolizione dell'Imu, stop all'aumento dell'Iva, riforma dei poteri di Equitalia e detassazione delle assunzioni per i giovani. Ed è su questi punti, continua a ripetere il Cavaliere, che il governo sarà sottoposto alla "prova del nove". Tuttavia, è intorno alla data del 19 giugno che ruotano le ansie dell'ex premier. Intorno, cioè, a quella sentenza in cui la Consulta dovrà esprimersi in merito a un legittimo impedimento che gli fu negato durante il processo per i diritti Mediaset tv. Nella fase di statista, tuttavia, Berlusconi incalza anche sulle riforme. Non la legge elettorale (fosse per lui il Porcellum potrebbe rimanere tranquillamente) ma sull'elezione diretta del capo dello Stato e sui poteri del premier. "E' importante - sottolinea - che ci siano le due parti che sostengono il Governo. E che possano varare la riforma della Costituzione che possa portare il nostro paese alle elezioni diretta del capo dello Stato e poi a un primo ministro che abbia gli stessi poteri dei suoi colleghi delle altre democrazie occidentali".

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